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La nave era stata sequestrata a dicembre da pirati somali

Liberata la “Enrico Ievoli”. Tornano a casa i sei italiani

Tra l’equipaggio anche sette indiani e cinque ucraini

Liberata la “Enrico Ievoli”. Tornano a casa i sei italiani
23/04/2012, 17:04

GIACARTA - È tornato in libertà l’equipaggio della nave italiana “Enrico Ievoli”, sequestrata il 27 dicembre 2011 al largo delle coste dell’Oman. A darne notizia è il ministro degli Esteri Giulio Terzi, in missione a Giacarta, da dove in queste ultime ore ha seguito direttamente la fase della liberazione. La “Ievoli”, una nave cisterna lunga 138 metri e appartenente alla società “Marnavi” di Napoli, era stata sequestrata circa cinque mesi fa da pirati somali, che l’avevano poi condotta in un porto somalo. A bordo vi sono 18 membri di equipaggio, sei dei quali sono marinai italiani, sette indiani e cinque ucraini: per fortuna stanno tutti bene e in queste ore hanno già lasciato le coste della Somalia per fare rientro a casa. Quanto ai membri italiani dell’equipaggio tenuto fino a oggi in ostaggio dai pirati, questi sono tutti siciliani, compreso il comandante Agostino Musumeci, e un solo pugliese.
Il ministro Terzi, a cui è spettato il compito di dare la buona notizia ai familiari dei sei connazionali, ha espresso “grande soddisfazione per un esito positivo perseguito con tenacia, determinazione, e altissima professionalità da tutti i soggetti istituzionali coinvolti”. In queste ultime settimane, infatti, la Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi, si è mantenuta in costante contatto con i familiari dei sei italiani. La vicenda della “Enrico Ievoli”, ha sottolineato Terzi, è stata in questi mesi al centro di un’ampia azione diplomatica svolta anche nei confronti delle Autorità somale, alle quali è stato da parte italiana richiesto il massimo impegno affinchè i nostri connazionali potessero tornare sani e salvi a casa.

ANCORA DUE GLI ITALIANI DA LIBERARE NEL MONDO
Conclusasi positivamente la vicenda dei sei marinai italiani a bordo della “Enrico Ievoli”, restano ancora due i connazionali in ostaggio di bande armate in giro per il mondo. Si tratta di Rossella Urru, la cooperante rapita nel sud dell’Algeria in ottobre e scomparsa tra le dune del Sahara, e il cooperante siciliano Giovanni Lo Porto, che lo scorso 19 gennaio venne catturato con un collega tedesco in Pakistan, nella località di Multan (Punjab). L'uomo sarebbe nelle mani del gruppo talebano Tehrik-e-Taliban Pakistan, capeggiato da Hakimullah Mehsud. Appena una settimana fa è stata rilasciata la turista fiorentina Maria Sandra Mariani, di 53 anni, catturata nel sud dell’Algeria nel febbraio del 2011. Il 25 marzo scorso, invece, è tornato libero, dopo 11 giorni di prigionia, Claudio Colangelo, sequestrato dei maoisti dell’Orissa capitanati da Sabyasachi Panda insieme a Paolo Bosusco rilasciato, invece, il 12 aprile.

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di Antonio Formisano
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