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Peter Moore, esperto informatico, libero dopo 2anni e mezzo

Liberato 36enne britannico rapito nel 2007 da iracheni


Liberato 36enne britannico rapito nel 2007 da iracheni
30/12/2009, 19:12

LONDRA – Due anni e mezzo da incubo prima di un’inaspettata libertà. Tanto è durata la prigionia di Peter Moore, 36enne inglese, rapito in Iraq da un gruppo di estremisti.  Moore, esperto informatico, era accompagnato da quattro guardie del corpo al tempo del suo sequestro. I fatti risalgono al 29 maggio 2007 quando il 36enne inglese, in compagni appunto dei bodyguard, fu catturato mentre lavorava nell'edificio che ospita il ministero delle Finanze iracheno a Bagdad. L’atto era stato immediatamente rivendicato da un gruppo di ribelli, circa quaranta chiamati 'Islamic Shia Resistance in Iraq', i quali erano riusciti ad entrare nelle aule del ministero iracheno sfruttando dei travestimenti. Gli estremisti, riconosciuti in un video, si era finti poliziotti iracheni per raggiungere il loro obbiettivo e sequestrare la vittima britannica. Da quel giorno di maggio, si erano avute poche notizie sullo stato di salute dei cinque sequestrati. Qualche mese fa alle autorità britanniche furono consegnati i corpi di tre uomini della scorta, gesto che aveva alimentato i timori per l’ incolumità di Moore.
E invece quest’oggi Peter Moore è stato rilasciato. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri britannico David Miliband.
"Peter è stato liberato dai suoi rapitori questa mattina a Bagdad e consegnato alle autorità irachene. Ora è all'ambasciata britannica. Sono stati due anni e mezzo di emergenza indescrivibile, di timore e di incertezza". “Moore è in un buono stato di salute - ha detto Miliband – ed è felicissimo di essere stato liberato".
Nel confermare il rilascio, Miliband ha precisato che dell’altro uomo, Alan McMenemy, le autorità tutt’oggi non hanno notizie. La guardia, della quale non è stato restituito il corpo, si pensa sia morto.
Pace fatta, infine, anche tra Graeme Moore, il padre di Peter, ed il ministro dei Esteri. L’uomo, che in passato aveva accusato Miliband di essere inutile ed il ministero degli Esteri di ostacolare il rilascio del figlio, ha detto: "E' stato un percorso così lungo. So che ci sono state una o due persone che hanno lavorato dietro le quinte per il rilascio di Peter".

 

 

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di Salvatore Formisano
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