Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

Ma i soldati israeliani hanno usato il taser sui prigionieri

Liberato e tornato a casa l'italiano sequestrato sulla Estelle


Marco Ramazzotti Stockel, l'italiano rilasciato dai soldati israeliani
Marco Ramazzotti Stockel, l'italiano rilasciato dai soldati israeliani
22/10/2012, 10:09

ASHDOD (ISRAELE) - Dopo l'arrembaggio dei soldati israeliani sulla nave Estelle, si sono saputi i dettagli dell'assalto, avvenuto in alto mare ed in spregio a tutte le norme del diritto internazionale e della navigazione. Questo perchè alcuni dei sequestrati sono stati liberati, come l'unico italiano che era a bordo della nave pacifista, Marco Ramazzotti Stockel, che è già tornato in Italia. 
In base a quello che è stato raccontato, i soldati israeliani sono saliti a bordo senza trovare alcuna resistenza; ma non si sono limitati a sequestrare l'equipaggio. Secondo quanto riferito, hanno utilizzato il taser, sui prigionieri immobilizzati, accanendosi soprattutto sui tre ebrei del gruppo. Il taser - chiamata anche "pistola elettrica" - è un'arma che infligge una scarica da migliaia di volt a bassissimo amperaggio. Il risultato è un dolore intensissimo (l'elettricità stimola i nervi, che rilasciano tutti insieme un segnale di dolore), molto superiore a quanto si possa immaginare. Usarlo su persone immobilizzate ed impotenti non è esattamente il massimo del rispetto dei diritti umani. 
Dal canto suo Israele ha comunicato che gli attivisti ebrei della Estelle doùvranno rispondere di reati quali incitamento alla ribellione, aiuto al nemico e violazione della legge di disingaggio. Però, in contraddizione col reato di aiuto al nemico, le autorità israeliane hanno sostenuto che le stive della Estelle fossero vuote. Una versione evidentemente falsa, dato che la nave è sbarcata in numerosi porti e migliaia di persone possono testimoniare che le stive erano piene di aiuti umanitari: cemento per costruire le case, deambulatori, carrozzine per disabili e via discorrendo. E due cose particolarmente significative: due alberi di ulivo da impiantare a Gaza e 400 palloni per far giocare i bambini. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©