Dal mondo / Africa

Commenta Stampa

Frattini: “La missione è autorizzata fino a settembre”

Libia: 19 le vittime del raid a Sorman, 8 bambini


Libia: 19 le vittime del raid a Sorman, 8 bambini
21/06/2011, 11:06

Il regime libico continua a puntare il dito contro l’Alleanza atlantica, riferendo che nel corso del raid Nato perpetrato ieri a Sorman hanno perso la vita non 15 ma 19 civili, tra cui 8 bambini. L’incursione aerea aveva come obiettivo, secondo quanto riportato dll’agenzia Jana, l’abitazione di Khouildi Hamidi, membro del consiglio del Comando Rivoluzionario di Muammar Gheddafi. L’Alleanza, dal canto suo, pur ammettendo il raid a Sorman non ha confermato vittime civili, affermando che si è trattato di un bombardamento contro un obiettivo militare legittimo: “un centro di comando cruciale”. Secondo il regime, Hamidi è sopravvissuto all’attacco, ma sua moglie e due suoi bambini sono morti. L’agenzia Jana, inoltre, fa sapere che i funzionari di Tripoli hanno condotto i reporter nel vicino ospedale di Sabrata, dove hanno mostrato loro i corpi privi di vita di 7 adulti, e due minori. Charles Bouchard, comandante canadese della Nato, ha difeso i raid delle truppe internazionali: “Queste incursioni gradualmente stanno diminuendo le capacità delle forze di Gheddafi di perpetrare i loro barbarici assalti contro il popolo libico”.
Intanto, l’intervento militare in Libia scuote gli animi anche in Italia. “La missione in Libia è autorizzata fino a settembre”: a dichiararlo è stato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un’intervista a SkyTg24. “Sulla Libia - ha detto Frattini - abbiamo un quadro che la Nato ha individuato, la mission è autorizzata a proseguire fino a settembre”. Si tratta, ha aggiunto il ministro “di un punto molto preciso. Il presidente Napolitano ha, ancora un volta, fatto il punto molto chiaramente”. Per quanto riguarda le posizioni della Lega, Frattini ha affermato che “deve capire che tutto questo è anche nel loro interesse e che quello che influenza il mondo influenza anche la provincia”. “Se non siamo credibili quando è il momento di rispettare le missioni internazionali - ha aggiunto - come facciano a esserlo poi nell’esportare il made in Italy?”

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©