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Almeno 16 morti in un raid Nato a Brega

Libia: 3 mandati di arresto per crimini contro l’umanità

Le richieste saranno presentate lunedì prossimo

Libia: 3 mandati di arresto per crimini contro l’umanità
13/05/2011, 15:05

TRIPOLI - Lunedì prossimo il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), Luis Moreno Ocampo, chiederà ai giudici del Tribunale di spiccare i mandati di arresto per tre persone, che sembra abbiano una grande responsabilità nei crimini contro l’umanità commessi in Libia. I nomi dei tre interessati non sono stati resi pubblici, ma tale annuncio era già stato anticipato lo scorso 3 marzo con la decisione di aprire un’inchiesta in territorio libico proprio sui crimini contro l’umanità. In quella occasione lo stesso Ocampo aveva dichiarato che le persone accusate fossero otto, tra cui anche il leader libico Muammar Gheddafi e tre suoi figli. È probabile, dunque, che i tre mandati di arresto che saranno richiesti lunedì prossimo siano indirizzati a tre di queste persone. C’è da precisare, però, che tale richiesta potrebbe essere accettata come anche respinta.
Sul terreno e nei cieli, intanto, la battaglia continua ininterrotta. Sono diverse, infatti, le testimonianze di bombardamenti e raid aerei della Nato che radono al suolo diverse città libiche e continuano a mietere diverse vittime. Alcuni testimoni riferiscono di una forte esplosione a metà giornata nella periferia di Tripoli, a Tajura, ad oriente della capitale. Questo settore è bersaglio quasi quotidiano dei raid della coalizione internazionale, che opera nei cieli della Libia dal 19 marzo, per impedire ai soldati del colonnello di far ricorso alla forza contro i civili. La Nato d’altronde ha preso le redini di questa coalizione a partire dal 31 di marzo. Almeno 16 civili, invece, sarebbero rimasti uccisi e altri 40 feriti a causa di un raid aereo, sempre della Nato, a Marsa el-Brega, in Cirenaica, nei pressi della quale corre la linea del fronte: lo ha denunciato l’emittente televisiva di regime Al-Jamahiriya, secondo cui sarebbe stata bombardata una foresteria. La tv libica ha mostrato le immagini di nove cadaveri avvolti in teli e coperte, attraverso cui s’intravedevano numerose ferite, ma non è chiaro tuttavia, o almeno non lo è per il momento come spesso avviene in questi casi, dove fossero state girate, nè la notizia ha trovato conferma da parte di fonti indipendenti.
Vittime o no, in attesa delle incriminazioni della Corte penale internazionale attese per lunedì, la Nato fa sapere che la missione non cambia e questo nel rispetto delle due risoluzioni dell’Onu, la 1970 e la 1973. Sempre la Nato, inoltre, afferma che allo stato attuale è impossibile sapere e capire quale sia stata la sorte del rais dopo il bombardamento alla sua residenza. La Nato non sa se Muammar Gheddafi si trovi ancora a Tripoli o abbia lasciato la capitale libica, allo stesso modo in cui afferma che nulla si può chiarire sull’attendibilità del videomessaggio che mercoledì sera ha mostrato Gheddafi che parlava ai suoi uomini.

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di Antonio Formisano
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