Dal mondo / Africa

Commenta Stampa

Presteranno lavori socialmente utili

Libia, accordo per la liberazione degli Eritrei


Libia, accordo per la liberazione degli Eritrei
07/07/2010, 18:07

TRIPOLI – E’ stato siglato, l’accordo che consentirà ai 250 rifugiati eritrei, rinchiusi nel carcere libico di Brak nei pressi di Seba, di uscire proprio da quest’ultimo, in cambio di lavori socialmente utili, da svolgersi in diverse zone della Libia.
Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Iom), si tratta di un "Accordo di liberazione e residenza in cambio di lavoro", queste secondo la Iom appunto, le parole del ministro della Pubblica Sicurezza Libico, il generale Younis Al Obeidi.
Secondo l’agenzia libica, Jana, in queste ore un gran numero di rifugiati eritrei, 140 per la precisione, avrebbero già accettato la proposta del governo libico, e consegnato i documenti di adesione, all’accordo di liberazione in cambio di residenza. Dunque, soluzione gradita dalla maggior parte dei rifugiati, che in questi giorni, hanno lamentato più volte di essere stati maltrattati e torturati fra le mura del carcere. Per questo motivo, molti hanno chiesto aiuto all’Europa, al fine di essere inseriti in un programma per rifugiati politici.
Sul tema, è intervenuto anche il ministro dell’Interno, Roberto Maroni: "Il Governo italiano non ha alcuna responsabilità nella vicenda dei profughi eritrei trattenuti in Libia. Se si chiederà al nostro Governo di fare una missione umanitaria in Libia, il ministro degli Esteri ne vaglierà l’opportunità, ma resta indimostrato che gli eritrei abbiano fatto parte degli 850 respingimenti". Mentre il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, ascoltata proprio dalla commissione Esteri del senato, ha aggiunto: "Il governo italiano non si è mai sottratto all’opera di sensibilizzazione nei confronti delle autorità libiche sulla questione dei diritti umani, ma occorre che la Ue intervenga".

Commenta Stampa
di Dario Palladino
Riproduzione riservata ©