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Il governo espelle i diplomatici del leader libico

Libia: anche la Gran Bretagna riconosce il Cnt

Il rais: “Pronto al sacrificio per sconfiggere la Nato”

Libia: anche la Gran Bretagna riconosce il Cnt
28/07/2011, 09:07

TRIPOLI – Anche la Gran Bretagna riconosce il Consiglio Nazionale Transitorio come unica autorità di governo legittima del popolo libico. La decisione di seguire paesi come la Francia, gli Stati Uniti e l’Italia era nell’aria già da diversi giorni, almeno dalla riunione del Gruppo di Contatto a Istanbul di metà luglio, ma l’ufficializzazione è arrivata ieri, nel momento in cui il governo britannico, come già aveva fatto a maggio con l’ambasciatore di Tripoli, ha deciso di espellere l’incaricato d’affari e i restanti diplomatici ancora fedeli al rais e al suo regime. Decisione che ha scatenato l’ira del governo di Tripoli, che ha bollato l’espulsione ai danni dei suoi diplomatici come “irresponsabile e illegale”. In seguito al riconoscimento ufficiale del Cnt, gli stessi insorti avranno accesso a 91 milioni di sterline di risorse petrolifere, pari a circa 150 milioni di dollari.
La mossa britannica, annunciata da Hague, di sicuro toglie altro terreno ai piedi del colonnello, nei confronti del quale si leva sempre più unanime il coro di chi vuole che lasci il potere e il Paese. Contro la possibilità che Gheddafi resti in Libia si è schierato anche il Procuratore della Corte Penale Internazionale Luis Moreno Ocampo: '”La Libia deve eseguire il mandato di arresto di Gheddafi: non importa quale governo, è una questione giuridica”. Intanto la Gran Bretagna ha chiuso pro tempore l’ambasciata a Tripoli, per aprire a Bengasi, capitale degli insorti, la sua sede diplomatica, mentre gli stessi ribelli hanno annunciato l’intenzione di lanciare nei prossimi due giorni una grande offensiva contro la città di Ghezaia, al confine con la Tunisia. Il leader libico Muammar Gheddafi, dal canto suo, è tornato a rivolgersi ai suoi fedelissimi in un nuovo messaggio audio: alle truppe lealiste nella città di Zlitan, il rais ha detto di essere “pronto al sacrificio” per sconfiggere la Nato e i ribelli che vogliono obbligarlo a lasciare il potere.

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di Antonio Formisano
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