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Il Capo dello Stato: “Gli immigrati, forza positiva”

Libia, ancora bombardamenti. Napolitano: “Gheddafi si fermi”

Al via la missione italiana: stasera partirà la prima nave

Libia, ancora bombardamenti. Napolitano: “Gheddafi si fermi”
04/03/2011, 11:03

Ieri centinaia di persone hanno partecipato a Bengasi e Ajdabiya ai funerali delle vittime dell’attacco di mercoledì scorso da parte delle forze pro Gheddafi. Oggi riprendono a pieno ritmo i bombardamenti in territorio libico. L’aviazione di Tripoli ha infatti bombardato di nuovo il terminal petrolifero di Brega, la città della Libia orientale, teatro di duri scontri tra le milizie fedeli al colonnello Muammar Gheddafi e i rivoltosi. L’attacco, a quanto pare, vuole “costringere” i ribelli a ritirarsi: è quanto ha dichiarato Saif al Islam, secondogenito del leader libico Muammar Gheddafi, in un’intervista a Sky News. “Le bombe servono solo a costringerli a ritirarsi. Non c’è centro abitato lì, la città di Brega è a miglia di distanza. Io sto parlando del porto, della raffineria di petrolio”, ha detto Saif, sottolineando che il regime farà di tutto per riconquistare il controllo della raffineria. Ma non solo i bombardamenti a Brega. Le truppe fedeli al Raìs hanno anche lanciato un attacco aereo contro i rivoltosi antiregime nei pressi di una base militare ad ovest di Ajdabiya, controllata dagli insorti, senza però fortunatamente causare vittime. A Tripoli intanto sale la tensione in vista delle nuove possibili proteste annunciate per il dopo-preghiere del venerdì: cresce infatti la paura tra gli oppositori del leader libico Muammar Gheddafi, dopo i raid notturni condotti dalla polizia nel quartiere orientale di Tajura. Abitato da circa 100.000 persone, è considerato uno dei principali centri di opposizione al regime. I ribelli libici, dunque, oggi si preparano a nuovi attacchi da parte delle forze fedeli a Muammar Gheddafi, mentre si lotta per il controllo di una strada costiera strategica e di strutture petrolifere.

NAPOLITANO: GHEDDAFI FERMI LA VIOLENZA
Dal presidente della Repubblica arriva la disapprovazione nei confronti della violenza contro il popolo libico. Nessuna tolleranza, dunque, per Giorgio Napolitano che chiede a Gheddafi di fermare “qualunque azione militare contro il suo stesso popolo”. L’occasione per parlare è stata la riunione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra: “La nozione di rispetto e protezione delle popolazioni non può essere un optional”, ha ammonito il Capo dello Stato. Ma da Napolitano arriva anche un apprezzamento nei confronti degli immigrati: “Nell’ultimo decennio gli immigrati residenti in Italia hanno raggiunto il 7% della popolazione complessiva. Sono una forza positiva della nostra società, costituiscono una risorsa lavorativa essenziale per l’economia italiana, ampliano il respiro della nostra società e contribuiscono in proporzione rilevante alla crescita materiale e culturale del nostro paese”. Per il Capo dello Stato, insomma, al di là delle chiacchiere degli ultimi giorni proprio in materia di immigrazione, è necessario facilitare “il processo promuovendo una politica complessiva di immigrazione”.

LA MISSIONE ITALIANA
Intanto prende il via oggi la missione italiana. La prima nave italiana carica di aiuti salperà stasera dal porto di Catania: la nave porterà cibo, aiuti, coperte e altri generi di prima necessità alla popolazione stremata da settimane di violenze. Entro domani pomeriggio dovrebbero essere terminate le operazioni di carico degli aiuti umanitari a bordo della nave. Per quanto riguarda il team sanitario italiano che raggiungerà il campo profughi ci saranno 6 tecnici sanitari, cinque uomini e una donna: sarà un lavoro di scouting, propedeutico all’apertura del campo. Le prime informazioni raccolte dai 6 esperti dovrebbero arrivare in Italia nel giro di 48-72 ore, così da permettere alle istituzioni di avere un quadro preciso su come affrontare l’emergenza. Ognuno degli specialisti si occuperà della propria materia di competenza. Ad esempio, l’esperto di igiene pubblica verificherà la reale efficienza della rete idrica della zona e constaterà se l’acqua è potabile. La farmacista stabilirà invece di quanti e quali medicinali c’è assoluto bisogno. Tra le tante rilevazioni che verranno fatte, si cercherà inoltre di verificare l’eventuale presenza di epidemie, ma anche capire se ci sono donne incinte e quante sono e rilevare l’età media dei profughi. 

 

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di Antonio Formisano
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