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Migliaia fra civili e ribelli fuggono da Adjabiya

Libia, arriva la “road map” turca per la crisi

Madrid addestra gli insorti al conflitto

Libia, arriva la “road map” turca per la crisi
08/04/2011, 10:04

TRIPOLI - L’Europa e gli Stati Uniti aiuteranno i ribelli libici, ma solo dopo aver assodato la buona fede delle loro aspirazioni democratiche e soprattutto non attraverso la fornitura di armi o di altro materiale bellico. La diplomazia internazionale, dopo ore di lavoro, è giunta a questo risultato. Un annuncio che trova il pieno favore della Turchia, che proprio nella serata di ieri ha segnalato la sua soluzione: una “road map” turca per uscire dalla crisi libica, chiedendo ancora una volta alle truppe fedeli a Muammar Gheddafi di uscire di scena, ritirandosi dalle città ribelli sotto assedio, e permettere così di attivare corridoi umanitari. Tale proposta, per ora, è stata respinta dagli insorti. Diversa, invece, è la posizione di Madrid: a quanto si apprende, ex membri dell’esercito spagnolo (circa una trentina) stanno infatti addestrando gli insorti libici al conflitto. Il team era stato inviato in Libia per recuperare i dipendenti nei primi giorni della crisi, poi, a quanto pare, i soldati avrebbero deciso di rimanere su “base volontaria”.
La guerra civile in Libia pare stia raggiungendo una fase di stallo: almeno questo è il parere del generale Usa, Carter Ham, nonostante il conflitto libico sfiori il suo ventesimo giorno. Misurata resta lo snodo vitale per i rifornimenti ai civili. In questi giorni è circondata dalle truppe del regime e le Nazioni Unite hanno lanciato un appello per far cessare i combattimenti e garantire così l’assistenza ai feriti, dopo l’impegno assunto nel difendere la città, ormai sotto assedio da più di 40 giorni. Intanto, migliaia fra civili e ribelli stanno fuggendo dalla città di Adjabiya in direzione nord, verso Bengasi, dopo le voci di una imminente offensiva delle forze governative. Anche a Misurata si registrano nuovi combattimenti. Da una settimana si combatte anche a Brega per strapparla dal controllo dei lealisti. Al Jazeera, citando sue fonti, ha riferito che gli insorti hanno riguadagnato terreno attorno alla città, a spese delle truppe del colonnello. Non si arrestano dunque le azioni militari: in un raid aereo, tre forti esplosioni sono state udite ieri nella periferia est di Tripoli. La Nato ha poi colpito le forze filo-Gheddafi a Misurata e in un attacco contro un serbatoio militare vicino alla città orientale di Brega sono rimasti uccise cinque persone, fra cui due ribelli, e una decina di feriti.

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di Antonio Formisano
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