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Figura controversa: dubbi su spionaggio e legami con Tripoli

Libia: assassinato il capo militare dei ribelli Younes

Prima di passare agli insorti era il numero 2 del rais

Libia: assassinato il capo militare dei ribelli Younes
29/07/2011, 09:07

BENGASI – È stato assassinato il generale capo di stato maggiore dei ribelli, Abdel Fattah Younes: l’annuncio arriva dal presidente del Consiglio Nazionale Transitorio (Cnt), il governo-ombra istituito dai rivoltosi come forma di opposizione al regime di Gheddafi, che spiegando le dinamiche dell’assassinio ha precisato che ad uccidere il capo militare degli insorti è stato un commando di aggressori. Questi, secondo la ricostruzione, avrebbero assalito Younes mentre si stava recando a un’audizione da parte di una commissione giudiziaria, che lo aveva convocato per interrogarlo sulle operazioni militari in corso contro i lealisti.
Figura controversa quella di Younes, 67 anni e assassinato in circostanze ancora poco chiare. Il generale era uno dei personaggi tra i più discussi già prima di passare tra le fila dei ribelli. Ex amico personale di Muammar Gheddadi, era stato il “numero due” del regime e compagno d’armi del colonnello. Diventato poi ministro dell’interno, era stato accusato di essere stato uno dei più spietati della macchina della repressione del dissenso attuata dal regime. Quando era passato dalla parte degli insorti era stato accolto a Bengasi con tutti gli onori, ma nella capitale della rivoluzione c’era comunque chi continuava a guardare a lui con un certo sospetto. Quando poi a marzo era stato nominato capo di stato maggiore delle milizie ribelli, disse di avere migliaia di combattenti ai suoi ordini e che i suoi uomini stavano marciando su Tripoli: la sua leadership militare, tuttavia, secondo diversi osservatori, non ha prodotto i risultati sperati. Nnonostante l’appoggio aereo della Nato, infatti, le sue forze non sono riuscite a far registrare progressi significativi sul campo di battaglia. Il capo del Consiglio Nazionale Transitorio, Mustapha Abdul Jalil, nell’annunciare la sua uccisione lo ha definito un “eroe della rivoluzione del 17 febbraio”. Lo stesso Cnt però lo aveva richiamato a Bengasi per un’audizione davanti a una commissione di inchiesta: l’uomo pare fosse sospettato di legami con Tripoli, di contrabbando d’armi e addirittura di spionaggio e per questo sulla sua figura e sulla sua uccisione resta aperto il giallo. 

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di Antonio Formisano
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