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L’Italia avverte: “Senza Nato, noi un comando separato”

Libia: bombardata Sebha. Ma è bufera sul comando Nato

Mussa Ibrahim: “Armiamo il nostro popolo per difenderci”

Libia: bombardata Sebha. Ma è bufera sul comando Nato
21/03/2011, 22:03

TRIPOLI – Ancora raid aerei in Libia. La coalizione internazionale ha bombardato la città di Sebha, vero e proprio feudo della tribù Kadhafa del raìs Muammar Gheddafi, a 750 chilometri a sud di Tripoli. Questo nuovo bombardamento va ad aggiungersi agli altri: da sabato, come reso noto da un portavoce del governo, Moussa Ibrahim, “la coalizione nemica ha compiuto dei raid aerei e missilistici su Tripoli, Zuara, Misurata (ovest), Sirte e oggi Sebha, prendendo di mira degli aeroporti”. Inoltre oggi è stato colpito anche un “piccolo porto” a 27 chilometri ad ovest di Tripoli: l’esponente libico ha voluto precisare come questi attacchi abbiano causato “numerose vittime” anche “fra civili”, in particolare all’aeroporto civile di Sirte, città natale del leader Gheddafi, che si trova a 600 chilometri a est di Tripoli. Dal portavoce del governo libico, Mussa Ibrahim, in un briefing ai giornalisti nella capitale Tripoli, arrivano anche parole che suonano come una vera e propria minaccia: “I nostri obiettivi sono la pace, la stabilità e l’unità della Libia. Ma alla fine vogliamo anche difenderci. Per questo stiamo armando il nostro popolo. Vedrete una nazione di sei milioni di persone in armi. E combatteremo. Non ci sono dubbi”.
Intanto però è fumata nera per ciò che riguarda la guida delle operazioni militari necessarie per attuare il dispositivo della Risoluzione delle Nazioni Unite 1973: la Farnesina precisa in una nota che il ministro Frattini ha oggi dichiarato che l’Italia auspica vivamente che il comando e controllo per la conduzione di tali operazioni possa essere assunto quanto prima dalla Nato, in quanto istituzione dotata di comprovata capacità ed esperienza per gestire tali operazioni in un contesto di pieno consenso e coordinamento multilaterale. Qualora non venisse raggiunto un accordo tra i paesi alleati per tale opzione, “l’Italia - ha aggiunto Frattini - considererebbe l’idea di istituire un proprio comando nazionale separato per gestire le attività di comando e controllo di tutte quelle operazioni militari”, in applicazione della Risoluzione 1973, “che prevedono l’uso delle sette basi che il nostro Paese ha messo a disposizione per la missione in questione”.

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di Antonio Formisano
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