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Continuano gli scontri a fuoco a Misurata e Ayadibiya

Libia: Comando completo alla Nato. Tra 8 e 10mila le vittime

Venerdì di preghiera, a Bengasi spuntano bandiere italiane

Libia: Comando completo alla Nato. Tra 8 e 10mila le vittime
25/03/2011, 15:03

BRUXELLES - La Nato assumerà il controllo completo di tutte le operazioni militari in Libia. L’esito dell’accordo raggiunto a Bruxelles, e salutato con favore in Italia, investirà l’Alleanza Atlantica non solo del completo controllo di tutto ciò che riguarda la No-fly zone, ma anche di tutte le operazioni militari contro gli obiettivi di terra, sempre nel rispetto della risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. L’ufficializzazione del passaggio di comando dovrebbe avvenire entro e non oltre lunedì prossimo. “La Nato garantirà il coordinamento e eviterà conflitti con la coalizione”, è stato assicurato, come è stato anche dichiarato che la fase di transizione “durerà ancora qualche giorno”. La missione Nato in territorio libico, inoltre, potrà contare anche sul contributo dei Paesi della regione, con i quali il segretario della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha in corso “contatti positivi”. Contatti positivi che però non soddisfano e non piacciono al Consiglio Nazionale di Transizione dei ribelli, che ribadisce ancora una volta la contrarietà ad ogni tipo di trattativa con il regime, ma anche con le tribù.
L’annuncio arriva in una giornata di grande fermento dal punto di vista diplomatico e di grandi scontri a fuoco dal punto di vista della cronaca sul campo. Sul terreno, infatti, si continua a combattere a Misurata e Ayadibiya, ma il dato allarmante è nel bilancio delle vittime di queste settimane di guerra, redatto dai ribelli: dal 17 febbraio, data in cui iniziò la rivoluzione, sarebbero morte tra le 8mila e 10mila persone. Intanto, scenario di forti scontri resta ancora la città di Misurata. Le forze del colonnello Gheddafi stanno bersagliando la città, la terza del Paese, col fuoco dei tanks e avanzano cercando di entrare nel centro abitato, in modo da evitare i raid della coalizione alleata. Nei combattimenti, stando a fonti mediche citate dal Telegraph, sono rimaste uccise almeno 109 persone e i feriti sono oltre 1300. Numeri che potrebbero comunque aumentare nel corso della giornata. Bombardamenti delle truppe fedeli al raìs, infatti, si segnalano anche ad Ajdabiya, dove a difesa dei civili sarebbero entrati in azione Tornado britannici.
Intanto è venerdì di preghiera e, per la prima volta dall’inizio della rivolta della Cirenaica contro Muhammar Gheddafi, anche le bandiere italiane hanno fatto la loro comparsa a Bengasi, roccaforte degli insorti libici. Tra le grandi bandiere con i colori della Francia, del Qatar e della “Rivoluzione del 17 febbraio”(rossa, nera e verde), cucite insieme, e sventolate tra i 10 mila fedeli riuniti stamani davanti al tribunale di Bengasi, sede del Consiglio Transitorio Libico, sono state mosse all’aria, anche se meno numerose e più piccole, diverse bandiere tricolore.

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di Antonio Formisano
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