Dal mondo / Africa

Commenta Stampa

Comincia a diradarsi il velo sulla morte del console Stevens

Libia: consolato Usa a Bengasi era una base della Cia


Il Consolato Usa a Bengasi in fiamme lo scorso 11 settembre
Il Consolato Usa a Bengasi in fiamme lo scorso 11 settembre
02/11/2012, 17:07

WASHINGTON (USA) - Alle volte, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti svelano verità che altrimenti resterebbero nascoste. E così, per controbattere alle accuse dello staff di Mitt Romney, qualcuno - che non è difficile individuare in qualcuno dello staff di Obama - ha passato al Washington Post alcune informazioni finora tenute nascoste, a proposito del consolato Usa a Bengasi, attaccato l'11 settembre scorso da decine di persone; l'attacco provocò la morte del console Christopher Stevens.  
E così si viene a scoprire che in quella residenza c'erano 30 persone, di cui 23 erano funzionari della Cia; e che tutto il personale - a parte Stevens - era già in allarme 25 minuti dopo l'inizio dell'attacco. Tanto che per circa due ore le spie scambiarono informazioni con la base di Langley, prima di abbandonare l'edificio, quando apparve chiaro che l'attacco non era più arginabile. 
Ufficialmente gli agenti della Cia erano lì per svolgere operazioni anti-terrorismo e per mettere in sicurezza armamenti pesanti che non dovevano cadere in mano ai jahidisti alleati col governo centrale libico, ma si sa che in questo campo, non c'è niente di meno vero delle dichiarazioni ufficiali. Quello che è certo è che l'11 settembre partì immediatamente da Tripoli un reparto speciale, incaricato di prelevare i funzionari della Cia a Tripoli e portarli al sicuro. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©