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Sisaw (Cnt) sostiene che sia ancora controllata dai lealisti

Libia: diminuiscono i raid Nato. Cnt: Bani Walid è libera

La Tv “al-Arrai” conferma la morte di Khamis Gheddafi

Libia: diminuiscono i raid Nato. Cnt: Bani Walid è libera
17/10/2011, 19:10

TRIPOLI – Quattordici raid Nato rispetto alla media giornaliera di cinquantacinque e tra l’altro nessun obiettivo preciso distrutto: mentre per il secondo giorno consecutivo la Nato diminuisce i bombardamenti aerei sulla Libia (l’annuncio di tale decisione è stato dato dalla stessa Alleanza Atlantica), gli insorti del Cnt fanno sapere di aver liberato Bani Walid e di aver issato la bandiera del nuovo governo. Bani Walid era l’ultimo dei bastioni rimasto nelle mani dei fedeli a Muammar Gheddafi, insieme alla città natale dell’ex rais, Sirte. A dare l’annuncio è stato Salem Ghit, uno dei comandanti degli insorti: dopo settimane di stallo, le milizie del Cnt sono riuscite ad aprirsi la strada verso il cuore di Bani Walid, conquistando il controllo del centro cittadino. L’irruzione è stata possibile, secondo Salem Ghit, “grazie a una manovra a tenaglia da nord e da sud, conclusasi dopo furiosi combattimenti appunto in centro, dove le forze all’attacco si sono riunite. Un attendente di Ghit, Omar Sisaw, ha tuttavia precisato che l’oasi, situata circa 170 chilometri a sud-est di Tripoli, non sarebbe ancora stata espugnata completamente: a impedirlo sarebbero soprattutto i cecchini lealisti, che hanno mantenuto le proprie posizioni sui tetti degli edifici.
Intanto la televisione siriana “al-Arrai”, che dalla caduta di Tripoli, il 23 agosto scorso, è diventata il canale privilegiato di comunicazione con il mondo esterno del colonnello e dei suoi più stretti collaboratori, fa sapere che Khamis Gheddafi è stato effettivamente ucciso. Dato varie volte erroneamente per morto, l’ultimogenito di Gheddafi, 28 anni, considerato il più sanguinario tra i suoi figli, avrebbe perso la vita “combattendo contro i nemici della patria” il 29 agosto a Tarhouna, un’ottantina di chilometri a sud-ovest della capitale. Con lui sarebbe stato eliminato anche il cugino Mohammed Abdullah al-Senussi, figlio del quasi omonimo Abdullah al-Senussi, già capo dei servizi segreti del vecchio regime, colpito da mandati di cattura del Tribunale Penale Internazionale dell’Aja e dell’Interpol per crimini di guerra e contro l’umanità, insieme allo stesso Gheddafi e al secondogenito, Saif al-Islam. Sulle esatte circostanze dell’uccisione di Khamis restano tutt’ora diverse versioni non del tutto coincidenti.

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di Antonio Formisano
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