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Bombardate porti e basi aeree anche a Bengasi

Libia: dopo il raid Gheddafi contrattacca, scontri a Tripoli

Tre giornalisti occidentali finiti in manette

Libia: dopo il raid Gheddafi contrattacca, scontri a Tripoli
22/03/2011, 19:03

TRIPOLI - Non trovano soluzione di continuità gli scontri in terra libica durante quella che oramai quasi nessuno si ostina a definire "missione umanitaria". La battaglia tra le forze della coalizione e le truppe di Gheddafi nella notte ha conosciuto il culmine nelle città di Zintan, Misurata, Sabah, nella città natale del rasi Sirte e a est di Bengasi.
Violenti scontri anche a Tripoli e a Yefren, dove si registrano diversi morti tra i ribelli ed alcuni militari dell'esercito regolare.  E sono proprio i ribelli ad invocare con forza l'aiuto delle truppe occidentali e a portare avanti uno scontro per ora a quanto pare ancora impari con le truppe del colonnello. Stando a quanto riferiscono agenzie e quotiani, Il contrattacco del leader libico è partito nella notte e si è concentrato prevalentemente su Zintan, Misurata, Yafran, Tipoli e Bengasi.
Le notizie che arrivano dal paese africano sono però frammentarie, confuse e quasi sempre difficilmente verificabili. Alcuni "testimoni" citati anche dal Messaggero, ad esempio, parlano di un massiccio cannoneggiamento operato dai carri dell'esercito contro la città di Misura e di almeno una quarantina di morti. Tra questi ci sarebbero anche alcuni bambini che stavano viaggiando su di un'automobile per abbandonare la città che stava subendo il bombardamento.

PRECIPITA UN F-15 STATUNITENSE
Durante un raid, l'antiaerea libica ha poi danneggiato gravemente un cacciabombardiere F-15 dell'aeronautica americana. Il pilota, poco prima che il veivolo si schiantasse al suolo, è riuscito ad utilizzare il sedile eiettabile e ad atterrare in una delle zone controllate dai ribelli.

TRE GIORNALISTI OCCIDENTALI ARRESTATI
Intanto arriva notizia dell'arresto di tre giornalisti occidentali: due cronisti di France Presse ed un fotografo della Getty Images bloccati il 19 marzo nella zona di Tobruk. A confermare l'arresto è stato il loro autista. I due reporter ed il fotografo fermati dalle truppe libiche dallo scorso venerdì sono il britannico Dave Clark, 38 anni, il tedesco-colombiano Roberto Schmidt, 45, e l'americano Joe Raedle, anche lui 45enne.
Il racconto fornito dall'autista Mohammed Hamed è molto preciso e dettagliato: i tre stavano viaggiando in auto verso Ajdabiya quando la loro vettura ha incrociato un convoglio dell'esercito regolare libico. Nonostante Clark avesse gridato ai soldati "Sahafa!, sahafa!" (Stampa!, stampa!), i tre cronisti sono stati costretti prima ad inginocchiarsi con le mani dietro la nuca e, poco dopo, a salire su un veicolo militare che li ha trasportati verso una zona sconosciuta.
Alcuni membri dell'esercito hanno poi dato alle fiamme tutte le auto che nel frattempo si erano trovate a passare lungo quella strada (tra queste c'era anche un'ambulanza). La situazione resta dunque tesissima e difficile da interpretare; nonostante le consuete fazioni ideologiche dimostrino una sicurezza praticamente assoluta nelle ipotesi di lettura e nelle analisi dietrologiche del conflitto.

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di Germano Milite
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