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Trasmesso ieri un nuovo messaggio audio del rais

Libia: Gheddafi accusa la Nato e minaccia ritorsioni

“La battaglia contro l’Occidente continuerà”

Libia: Gheddafi accusa la Nato e minaccia ritorsioni
23/06/2011, 16:06

TRIPOLI - In un messaggio audio trasmesso dalla televisione di Stato libica ieri sera, Muammar Gheddafi ha accusato di omicidio i paesi della Nato ed ha minacciato ritorsioni dopo i recenti raid a Tripoli e a Sorman, in cui hanno perso la vita numerosi civili. “Voi dite: colpiamo i nostri obiettivi con precisione. Assassini! Con quale diritto colpite gli uomini politici e le loro famiglie?” ha affermato IL RAIS. “Un giorno noi vi risponderemo allo stesso modo e le vostre case diventeranno bersagli legittimi”, ha minacciato, annunciando che un giorno quanto oggi sta accadendo in Libia avrà ritorsioni in Europa, negli Stati Uniti e in alcuni paesi dell’Asia. Pur ammettendo di essere con “le spalle al muro” Gheddafi lancia un duro avvertimento all’Alleanza Atlantica, dicendo di non temere la morte: “La battaglia contro l’Occidente crociato continuerà fino all'aldilà”, ha infatti minacciato, rendendo omaggio al suo stretto collaboratore Khaled al Hamedi, che nel recente bombardamento della Nato a Sorman, di lunedì scorso, ha perso la moglie e altri membri della sua famiglia.
Sono questi i propositi del rais, resi pubblici da lui stesso ancora una volta benché si dica che Gheddafi ha ormai le ore contate. A quanto pare il colonnello non sembra minimamente disposto a deporre le armi e tanto meno a fare un passo indietro. Ma soprattutto, nessun accordo: è stata questa la precisazione di Gheddafi. Non verranno presi accordi con gli Alleati, specialmente dopo che questi ultimi “si sono macchiati di colpe irreparabili, come quella di aver ucciso civili”. Proprio nella giornata di ieri, il ministro degli Esteri Franco Frattini aveva lanciato un appello affinché si sospendano immediatamente i bombardamenti per permettere l’intervento delle organizzazioni umanitarie con l’obiettivo di prestare i dovuti soccorsi alla popolazione, specialmente in quelle zone della Libia che da mesi sono asserragliate tra raid militari Nato e le operazioni delle forze fedeli a Gheddafi.

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di Antonio Formisano
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