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“L’uso della forza deve essere evitato”

Libia, i Brics contrari ai bombardamenti Nato

Armi e non solo per i ribelli libici: autodifesa

Libia, i Brics contrari ai bombardamenti Nato
14/04/2011, 09:04

BENGASI - Armi, ma non solo: a Doha è stato trovato l’accordo che permettere di rifornire gli insorti libici di tutti gli strumenti necessari per contrastare la politica offensiva del regime di Muammar Gheddafi. Strumenti per l’autodifesa del popolo libico. Il compromesso raggiunto da Italia, Francia e Qatar rappresenta, comunque, solo un punto di partenza, “una riflessione importante” come ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini, che proseguirà nella prossima riunione del Gruppo di contatto, in previsione a Roma nella prima decade di maggio. Il nodo da sciogliere resta infatti capire se tale intervento, che prevede la concessione agli insorti di armi, ma anche di apparati per l’intercettazione delle comunicazioni del regime, rispetti la risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla Libia. Il primo risultato importante raggiunto comunque starebbe nel fatto di aver stabilito che l’opposizione va aiutata a difendersi, soprattutto sul terreno, nelle strade, nelle piazze, dove l’intervento Nato non può arrivare. Armare i ribelli, dunque, ma anche finanziarli, con la proposta italiana di utilizzare gli asset congelati degli enti libici per garantire la sopravvivenza agli insorti, “fino a quando - ha detto Frattini - non vi sarà una Libia democratica”.
Intanto, i principali Paesi emergenti (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) si sono dichiarati contrari all’uso della forza per risolvere la crisi in Libia e hanno criticato i bombardamenti della Nato. In una bozza, i cinque del cosiddetto Brics, hanno aggiunto di essere “seriamente preoccupati” per i recenti avvenimenti nel Medio Oriente e nel nord Africa, dove si sono sviluppati movimenti popolari contro i locali regimi autoritari. Russia e Cina si sono astenute nel voto del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che ha autorizzato l’intervento militare contro le forze del colonnello libico Muammar Gheddafi. Il Sudafrica ha votato a favore, ma domenica scorsa, nel corso di una visita a Tripoli, il presidente Jacob Zuma ha chiesto la fine dei raid aerei. I cinque, infatti, “condividono il principio secondo il quale l’uso della forza deve essere evitato”.

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di Antonio Formisano
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