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Tornado britannici attaccano veicoli blindati pro Gheddafi

Libia: i lealisti arretrano, ma il pericolo resta

L’Ue pronta a formulare nuove sanzioni su idrocarburi libici

Libia: i lealisti arretrano, ma il pericolo resta
25/03/2011, 10:03

TRIPOLI - Accordo raggiunto sul comando Nato della No-fly zone e segnali di ritiro, seppur piccoli, da parte delle truppe fedeli a Muammar Gheddafi. In Libia qualcosa sta cambiando, ma non bisogna illudersi più del dovuto, perché come assicura il segretario di Stato, Hillary Clinton, “la minaccia resta”, mentre l’auspicio è che le operazioni alleate in Libia possano prolungarsi non per mesi. Ipotesi, quest’ultima, confermata dal britannico Telegraph, per il quale le forze fedeli a Gheddafi stanno “cercando di arrendersi” ad Ajdabiya, la città a ovest di Bengasi, dove sembra essersi assestata la linea del fronte. Un negoziato sarebbe in corso e la cosa, nota il quotidiano, significherebbe una svolta importante nell’evoluzione del conflitto. Un comandante dei ribelli, l’ex colonello dell’aviazione Ahmed Omar Bani, ha detto che la mediazione è stata affidata a dei mullah locali: “Alcune delle milizie hanno chiesto di arrendersi, ma vogliono avere la possibilità di essere lasciati tornare a casa”, avrebbero dichiarato.
Intanto procede l’attività militare internazionale. Nel corso della notte, Tornado dell’aviazione britannica hanno lanciato missili contro i veicoli blindati dei lealisti che stavano puntando obiettivi civili nella città di Ajdabiya, nella parte est della Libia. Nello specifico gli aerei britannici hanno lanciato un certo numero di missili Brimstone, nel rispetto della risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 17 marzo scorso. Alcune forti esplosioni sono state sentite anche questa mattina nella zona meridionale di Tripoli, dove continuano i raid aerei delle forze di coalizione. Secondo un portavoce delle forze armate libiche, citato dall’agenzia tedesca Dpa, sono stati distrutti diversi obiettivi militari e civili. Nella notte, altri raid della coalizione hanno colpito obiettivi della Capitale, tra cui la zona della residenza-bunker del colonnello Muammar Gheddafi, Bab al-Aziziya. Il portavoce del governo libico, Moussa Ibrahim, ha detto di aspettarsi attacchi aerei contro la sede della tv e della radio di Stato, chiedendo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di intervenire per mettere fine ai bombardamenti contro obiettivi civili. Secondo la tv pubblica, numerosi civili sono stati uccisi nei raid di ieri. Le forze della coalizione assicurano tuttavia che si conducono raid mirati contro obiettivi del regime, che minimizzano quindi le vittime.
Anche il governo degli Emirati Arabi Uniti ha messo a disposizione 12 aerei da combattimento per la missione internazionale di mantenimento della No-fly zone sulla Libia. Secondo quanto ha reso noto l’agenzia di stampa emiratina “Wam” saranno inviati sei caccia F16 e sei caccia Mirage. Si precisa inoltre che gli aerei saranno operativi già nei prossimi giorni. “L’invio di questi caccia - si legge nella nota - rappresenta un’estensione della partecipazione attiva degli Emirati nelle operazioni di soccorso umanitario prestato al popolo libico che vengono condotte su più fronti”. Intanto Beuxelles una nuova decisione è stata presa. L’Unione Europea è pronta a formulare e adottare nuove sanzioni contro la Libia, in particolare introducendo misure destinate ad assicurare che gli introiti provenienti da petrolio e gas non finiscano nelle tasche del regime di Gheddafi. I Paesi Ue presenteranno proposte in questo senso al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

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di Antonio Formisano
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