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No-fly zone: i caccia francesi abbattono il primo jet libico

Libia, i lealisti bloccano gli aiuti. È emergenza umanitaria

Gli Usa fanno sapere che i pro-Gheddafi stanno trattando

Libia, i lealisti bloccano gli aiuti. È emergenza umanitaria
24/03/2011, 15:03

MISURATA - È emergenza umanitaria a Misurata e nelle altre città libiche attualmente sotto l’assedio delle truppe fedeli a Muammar Gheddafi. Allo stato attuale, infatti, l’operazione di assistenza su larga scala attuata da diverse organizzazioni non sembra avere chissà quale buon esito. Nella notte i carri armati del raìs sono rientrati a Misurata, dove solo per alcune ore nel pomeriggio i residenti erano riusciti a tirare un sospiro di sollievo, e hanno ripreso a sparare, come ha testimoniato un medico dell’ospedale principale della città, in una intervista al Washington Post. “Stanno bombardando ovunque”, ha spiegato la fonte al telefono, raccontando che i pazienti vengono operati sul pavimento e che si stanno esaurendo le medicine, così come il combustibile. Inoltre è stata sospesa anche la fornitura di acqua corrente. La preoccupazione adesso è quella di una possibile crisi umanitaria: e questo nonostante diverse Ong stiano cercando di intervenire con aiuti diretti per la popolazione libica. Anche il World Food Program e la Commissione internazionale della Croce rossa, per esempio, hanno già reso disponibili quasi 2 mila tonnellate di alimenti e altri beni di emergenza, fra cui medicine per curare 40 mila persone. Il punto però è un altro. La distribuzione di questi aiuti, infatti, viene ritardata dalla situazione sul terreno e in particolare dalla difficoltà dei militari della coalizione internazionale a colpire le forze del colonnello, ammassate a ridosso dei centri urbani. Un atto di pura spietatezza insomma: infatti gli aiuti arrivano, via terra attraverso il confine con l’Egitto o via mare al porto di Bengasi, ma poi i militari libici ostacolano la loro distribuzione ai civili in difficoltà, non consentendola affatto.
Intanto nel sesto giorno dell’operazione denominata “Odissey Dawn” i caccia francesi in sorvolo sulla Libia per far rispettare la no-fly zone avrebbero abbattuto il primo Jet dell’aviazione libica. Mentre però continuano i raid e i bombardamenti aerei in varie zone del Paese, e mentre i media Usa rivelano che fedelissimi di Gheddafi starebbero già cercando di trattare con gli Stati Uniti, resta in stallo la questione riguardante il comando della missione. A Bruxelles, mentre è atteso per la serata di oggi e per domani il summit Ue, gli ambasciatori permanenti dei Paesi membri della Nato continuano a discutere e negoziare una possibile formula che riesca a conciliare con qualche forma di coordinamento, se non di comando unico, le operazioni militari per l’attuazione di due diversi paragrafi della risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla Libia: la no-fly zone (paragrafo 6), da una parte, e dall’altra “tutte le misure necessarie per proteggere i civili e le aree popolate da civili sotto attacco” da parte del regime di Gheddafi (paragrafo 4). Ma nessun accordo è tuttavia stato raggiunto.

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di Antonio Formisano
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