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Lo rivela la tv satellitare Al Arabiya

Libia, i ribelli verso la conquista di Brega

Gli insorti esultano per i progressi nell’attacco

Libia, i ribelli verso la conquista di Brega
15/07/2011, 21:07

Sarebbero molto vicini alla conquista della città petrolifera di Brega in Cirenaica, attualmente nelle mani delle brigate fedeli a Muammar Gheddafi, i ribelli libici. A diffondere la notizia è stata, oggi, la tv satellitare Al Arabiya, secondo la quale i dissidenti hanno conquistato la zona di Bab al-Arbayn, che si trova a metà strada tra Ajdabiya e Brega, per poi avanzare verso la città portuale.

Nonostante le perdite, due morti e 24 feriti,  gli insorti avrebbero anche esultato per i progressi nell'attacco. L'importanza di Brega, infatti, per questi ultimi non è soltanto nelle raffinerie e nei depositi petroliferi. La vera conquista, più che altro, sarebbe ritrovarsi davanti a centinaia di chilometri di deserto sgombri dalle truppe governative e, dunque, avere la via spianata per ritentare un assalto a Sirte, luogo natale di Gheddafi e principale ostacolo lungo la via per  Misurata e per Tripoli.

Buone notizie per i miliziani arrivano dal ministro degli Esteri francese che ha annunciato che i bombardamenti della Nato sulle truppe del Raìs continueranno anche in agosto, durante il ramadan.  E buone nuove ci sono anche dagli Stati Uniti, che hanno riconosciuto ufficialmente gli insorti del Consiglio nazionale Transitorio di Bengasi come il governo legittimo della Libia. Il segretario di Stato americano ha chiarito, infatti, che i termini del cessate il fuoco, in particolare la fine dei raid aerei della Nato, prevedono la deposizione di Muammar Gheddafi.

Intanto il regime libico nega l'esistenza di un piano suicida per minare e bombardare Tripoli come, invece, era stato rivelato dall'inviato russo Mikhail Margelov in un'intervista concessa alla Izvestia. Il ministero degli Esteri libico ha chiesto piuttosto spiegazioni al Cremlino sostenendo che le dichiarazioni attribuite al primo ministro della Libia non sono che un insieme di menzogne e non hanno assolutamente alcun collegamento con la verità.  “Simili illazioni - si legge nella nota del ministero - non giovano alle relazioni tra Libia e Russia e non contribuiscono agli sforzi in corso per consentire una soluzione politica della crisi”.

 

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di Rossella Marino
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