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Libici in fila per vedere la salma dell’ex rais a Misurata

Libia: il 31/10 stop alle operazioni Nato

Lunga riunione fiume: intesa trovata su fine missione

Libia: il 31/10 stop alle operazioni Nato
22/10/2011, 09:10

BRUXELLES – La Nato terminerà le sue operazioni in Libia il prossimo 31 ottobre. L’annuncio è stato dato dal segretario generale Anders Fogh Rasmussen, al termine di una lunga riunione fiume, nel corso della quale si è dovuta trovare un’intesa tra la Francia, che avrebbe voluto una chiusura immediata delle operazioni, e Londra, che invece avrebbe preferito un ritiro graduale delle truppe impegnate in suolo libico. Ci sono volute circa sei ore di vertice per superare le divisioni interne e giungere così ad una decisione che potesse essere condivisa da tutti: tra pochi giorni si chiuderà l’operazione dell’Alleanza Atlantica in Libia, durata sette mesi. In questi giorni che intercorrono fino al 31 ottobre, le truppe dell’Alleanza Atlantica continueranno a monitorare comunque l’evolversi della situazione, pronte ad intervenire. “Il nostro dovere l’abbiamo fatto, ora tocca al Cnt”, ha infatti detto al riguardo il segretario generale dell’Alleanza Rasmussen.
Proprio il Consiglio Nazionale di Transizione libico guarda al futuro della Libia. Questo dovrebbe iniziare domani a Bengasi con l’annuncio ufficiale della liberazione del Paese. Lo scioglimento del Cnt e la nascita del governo provvisorio, che dovrà varare una nuova costituzione entro sei mesi e indire le elezioni parlamentari entro l’estate, sono invece le prossime tappe annunciate. Intanto, in attesa di ulteriori accertamenti sulla sua morte, l’ex rais, colui che è stato il capo indiscusso della Libia per più di quaranta anni, giace in una cella frigorifero in un vecchio mercato di Misurata: non si sa ancora né quando né dove sarà seppellito, ma di sicuro, ha assicurato il Cnt, verrà rispettato il rito islamico. Gli occhi, intanto, sono tutti puntati sul governo di transizione, che vorrebbe chiudere il cerchio catturando anche il resto della famiglia Gheddafi, i cui membri si sono quasi tutti rifugiati in Algeria. Ma per chiudere definitivamente con il passato e il clan Gheddafi, resta ancora un tassello fondamentale: Saif Al-Islam, il figlio prediletto, diventato braccio destro di Gheddafi, la cui cattura, ancora una volta, è avvolta nel giallo: ancora una volta nel giro di poche ore, infatti, Sai Al-Islam è stato dato per morto, catturato, ferito, nuovamente morto e nuovamente catturato. Ma non si hanno conferme e in serata la Nato ha riferito di non sapere che fine abbia fatto.

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di Antonio Formisano
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