Dal mondo / Africa

Commenta Stampa

Dalla Francia Nicolas Sarkozy riconosce i rivoltosi

Libia, il Pe riconosce il Consiglio Nazionale libico

584 voti a favore, 18 contrari e 18 astenuti

Libia, il Pe riconosce il Consiglio Nazionale libico
10/03/2011, 15:03

584 voti a favore, 18 contrari e 18 astensioni. A larga maggioranza il Parlamento europeo ha chiesto ai governi Ue di riconoscere il Consiglio Nazionale della transizione come autorità rappresentante ufficialmente l’opposizione libica. E non solo. Il Parlamento europeo ha anche invitato l’Ue a prepararsi alla possibile istituzione di una no-fly zone: ipotesi più quotata, e a quanto pare presto realizzata, per impedire al leader Gheddafi di colpire, attraverso continui bombardamenti dall’alto, la sua stessa popolazione, favorendo inoltre in questo modo il rimpatrio di chi fugge dalla violenza che sta devastando la Libia. Dopo giorni di continui bombardamenti e numerose vittime, qualcosa insomma sembra essersi mosso. Se non altro sul fronte diplomatico e dal punto di vista dei lavori che procedono incessantemente per porre fine al dramma libico. A fare da apripista, ed è questa la notizia degna di nota, è stata la Francia, che riconoscendo il Consiglio nazionale libico, invierà un ambasciatore a Bengasi. A riferirlo sono fonti dell’Eliseo, confermando le parole degli emissari di Bengasi riuniti questa mattina a colloquio col presidente francese Nicolas Sarkozy. Riconoscendo il Consiglio nazionale costituito dagli insorti libici a Bengasi, la Francia in questo modo “ha rotto il ghiaccio per gli altri paesi dell’Unione europea”: per Mustafa Gheriani, portavoce del Consiglio, citato dalla Bbc, il riconoscimento francese, a suo giudizio, “è solo il primo chiodo nella bara di Muammar Gheddafi, ci aspettiamo che tutta l’Europa faccia la stessa scelta”. Intanto i deputati del Parlamento europeo chiedono inoltre, preoccupati per la forte crisi umanitaria che ha già costretto più di 200mila persone a fuggire dalla Libia, anche l’applicazione del principio di solidarietà nel controllo delle frontiere, chiedono inoltre al Raìs di lasciare il potere e condannano con forza la sistematica violazione dei diritti umani in Libia.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©