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120, tra soldati e ufficiali, lasciano il colonnello

Libia, il regime del rais perde i pezzi


Libia, il regime del rais perde i pezzi
31/05/2011, 11:05

TRIPOLI – Che il regime di Muammar Gheddafi abbia i giorni contati o meno, sta di fatto che perde pezzi. Indeboliti dai continui bombardamenti Nato su Tripoli, continuati anche nella notte appena trascorsa, coloro che sono pagati per eseguire gli ordini del colonnello contro la loro stessa popolazione hanno iniziato a dire “basta” e a scappare dalla Libia. sono 120, tra soldati e ufficiali, e tutti hanno lasciato le truppe del rais, per trovare riparo al di fuori della Libia. tra questi 8 alti ufficiali, scappati da Tripoli. Gli stessi, hanno raccontato, sono fuggiti “via terra” in Tunisia “con l’aiuto dei rivoluzionari delle Montagne occidentali”.
La defezione di questi uomini, realizzatasi anche grazie al ruolo di 007 italiani, che stanno collaborando con i militari delle forze governative libiche, rappresenta uno sviluppo molto significativo, testimonianza, secondo il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, di come l’Occidente abbia assunto un ruolo sempre più attivo anche sul campo in Libia. Secondo uno degli otto ufficiali che sono sbarcati a Roma, il generale di fanteria Malud Massud Halasi, al regime di Gheddafi “non resta più del 20% delle sue capacità militari”. Sul terreno dunque le capacità del rais sembrano essere ridotte al minimo, tanto che il segretario della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha dichiarato che “l’operazione in Libia sta raggiungendo i suoi obiettivi” e che il “regno del terrore” di Gheddafi è arrivato alla fine.
Intanto oggi il Sudafrica ha lanciato un appello per il cessate il fuoco “immediato” in Libia in modo da consentire alle due parti in conflitto di avviare un negoziato di pace: lo ha dichiarato il ministro degli Affari esteri Maite Nkoana-Mashabane, all’indomani della visita a Tripoli del presidente Jacob Zuma, ma i raid Nato sono proseguiti nella notte e i ribelli hanno già fatto sapere di non poter accettare la “road map” proposta dall’Unione africana. Il capo di Stato sudafricano, che è stato ricevuto da Muammar Gheddafi, aveva detto al termine dell’incontro che il colonnello è “pronto ad attuare il percorso di pace dell’Ua”, a cominciare dal cessate il fuoco che deve includere, a suo avviso, “tutte le parti in causa”, compresa la sospensione dei bombardamenti della Nato.

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di Antonio Formisano
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