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Il sequestro nel porto di Tripoli è durato più di un mese

Libia, il rimorchiatore italiano “Asso 22” è libero

A bordo anche 8 italiani: sono in buone condizioni

Libia, il rimorchiatore italiano “Asso 22” è libero
23/04/2011, 09:04

ROMA - Sono liberi. Il rimorchiatore italiano “Asso 22” è stato rilasciato dopo un sequestro iniziato lo scorso 17 marzo, e durato oltre un mese. La nave, bloccata da un gruppo di libici nel porto di Tripoli , ha disormeggiato alle 22:45 di ieri, per partire dal porto di Tripoli alle 23:09. Gli undici membri dell’equipaggio, di cui otto sono italiani, sono in buone condizioni. Dopo poco che l’imbarcazione aveva lasciato il porto, infatti, l’intero equipaggio si è sottoposto ai primi controlli medici operati da una nave militare italiana: nessuno degli undici uomini riporta segni di anomalia. Stando a quanto si è potuto apprendere, il comandante del rimorchiatore, Luigi Chiavistelli, ha avuto un primo contatto radio con una nave militare italiana, alla quale avrebbe detto non solo della liberazione, ma avrebbe anche informato che “Asso 22” si sta ora dirigendo verso acque internazionali.
“Siamo molto felici che l’equipaggio sia stato rilasciato”, ha dichiarato l’armatore Mario Mattioli dell’Augusta Offshore, la società a cui fa capo “Asso 22”. “L’ultimo mese - ha aggiunto – è stato un periodo di grande incertezza per noi e ancora di più per l’equipaggio e per i loro familiari. Mi congratulo per il fatto che sono riusciti a mantenere il loro equilibrio durante tutto questo periodo”. Queste ultime quattro settimane, infatti, sono state sicuramente dure per le undici persone bloccate sul rimorchiatore, anche se però durante il sequestro l’equipaggio ha comunque avuto la possibilità di telefonare a casa, riferendo di essere in buone condizioni. Proprio per questo, fino a due giorni fa, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha dovuto escludere una prova di forza per ottenere la liberazione del rimorchiatore. Negli ultimi giorni si erano levate varie voci a chiedere un intervento del governo per liberare gli uomini dell’ “Asso 22”, che alcuni definivano “prigionieri di guerra” del regime di Gheddafi. Questa notte però l’incubo è finito.

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di Antonio Formisano
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