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È polemica sulla Francia: ha rifornito di armi gli insorti

Libia, la figlia del rais: “Trattative in corso con ribelli”

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Libia, la figlia del rais: “Trattative in corso con ribelli”
01/07/2011, 09:07

TRIPOLI – Tra il regime di Muammar Gheddafi e i ribelli vi sarebbero trattative in corso, il cui unico obiettivo sarebbe quello di porre fine alla carneficina che in Libia si sta consumando ormai da troppo tempo. Tra le continue notizie che giungono dalla Libia, spesso solo indiscrezioni di volta in volta smentite, quest’ultima non vede intermediari, in quanto arriva da una delle persone più vicine al rais. Si tratta di Aisha, 35 anni, e unica figlia di Gheddafi, che nel corso di un’intervista alla tv France 2 palesa il tentativo, almeno sono queste le sue parole, di “negoziati diretti e indiretti” con gli insorti libici e i loro rappresentanti, al fine di far cessare “lo spargimento del sangue dei libici”.
Che si tratti o no di una verità, le parole della figlia del colonnello sembrano risuonare chiare e forti, soprattutto nel punto in cui Aisha, che di professione fa l’avvocato, dice la sua sull’ipotesi di abbandono del potere da parte di suo padre: “E’ un simbolo, una guida per il popolo libico”, “dove volete cha vada? Questo è il suo Paese, la sua terra, il suo popolo”.
Mentre sul campo il rais pare abbia ottenuto il pieno sostegno delle donne, scese in questi giorni in strada, armi in mano, per difendere la Libia, è polemica sul fronte diplomatico. Montano, infatti, le polemiche per la decisione della Francia di inviare armi ai ribelli, paracadutando un piccolo arsenale durante un’operazione di rifornimento umanitario. È Mosca a chiedere spiegazioni a Parigi per questa azione da lei ritenuta “una grave violazione” della risoluzione dell’Onu. La mossa della Francia, inoltre, non è piaciuta alla Gran Bretagna e all’Unione africana, sempre più convinta che le armi in automatico finirebbero nelle mani sbagliate. Al coro di critiche, la Francia risponde cercando di correggere il tiro di quanto accaduto: “Non è stato paracadutato nessun missile anticarro”, ha assicurato il portavoce dello Stato maggiore Thierry Burkhard, spiegando che agli insorti sono state fornite solo “armi leggere”, per uso individuale.

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di Antonio Formisano
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