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La Turchia fornirà al Cnt un prestito di 200 mln di dollari

Libia: la Nato elogia il contributo italiano, seppur ridotto

Intanto prosegue l’avanzata dei ribelli verso Tripoli

Libia: la Nato elogia il contributo italiano, seppur ridotto
07/07/2011, 16:07

TRIPOLI – Proprio nel giorno in cui in Italia si decide di rifinanziare le missioni militari all’estero, seppur attuando una riduzione delle risorse destinate all’operazione in Libia, dalla Nato arriva l’elogio a quello che ad oggi è stato il contributo italiano nella missione “Unified Protector”: il nostro Paese è e rimarrà un “alleato affidabile”. Lo precisa, in una conferenza stampa, la portavoce della Nato, Oana Longescu, nel dare un suo parere sulla decisione del Consiglio dei ministri di portare avanti la missione in Libia, riducendone però i finanziamenti.
Intanto sul terreno continua l’avanzata degli insorti. I ribelli libici continuano l’offensiva lanciata ieri contro le posizioni delle truppe governative, nel tentativo di raggiungere la capitale Tripoli, con l’appoggio delle incursioni aeree della Nato. Nel corso dei combattimenti delle ultime 24 ore le milizie ribelli si sono impadronite della località di Gualish, catturando numerosi mercenari provenienti dal Ghana e dal Mali. Per poter avanzare verso la capitale tuttavia le forze ribelli devono conquistare due posizioni fondamentali: Bir al-Ghanam, che permetterebbe loro di tenere Tripoli sotto la portata dell’artiglieria, e Gharian, dove sono di stanza le truppe governative che proteggono l’accesso alla capitale. A facilitare l’avanzata dei ribelli è senza ombra di dubbio l’attività della Nato, che solo ieri ha effettuato 140 operazioni, di cui 57 di bombardamento di obbiettivi militari: in particolare, sono state colpite delle installazioni militari che permettevano alle truppe governative di rifornirsi di carburante nella regione di Brega.
Sul fronte diplomatico, il leader libico Muammar Gheddafi ha inviato una delegazione in Sudafrica, uno dei Paesi mediatori, facendo sapere di “non voler essere di ostacolo ad un negoziato e dunque di non voler prendere parte ai colloqui sul futuro della Libia o sul suo proprio futuro”; i negoziatori dell’Unione Africana, fra cui il presidente sudafricano Jacob Zuma, si riuniranno tra qualche giorno ad Addis Abeba per raccogliere le reazione delle parti alla proposta di pace avanzata la settimana scorsa dalla stessa Ua.
Nel frattempo anche la Turchia prende posizione contro il rais. Ankara pone fine ai rapporti diplomatici con il governo libico di Gheddafi e ritira il suo ambasciatore, impegnato in suolo libico, in patria. Soprattutto, però, la Turchia fornirà al Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt), costituito dagli insorti libici a Bengasi, un prestito di 200 milioni di dollari, in aggiunta a quello da 100 milioni già concesso. Tale accordo è stato firmato ieri sera ad Ankara dal turco Ali Babacan, fresco di nomina a vicepremier, e da Ali Abdussalam Tarhouni, responsabile per le Finanze e il Petrolio del Cnt, in una cerimonia a cui hanno preso parte anche il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu e il responsabile della diplomazia del Cnt, Mahmoud Jibril.

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di Antonio Formisano
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