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Continuano i combattimenti sul campo. Oggi a Yafran

Libia: le navi della Nato faranno rispettare l’embargo armi

Tornati alla base i 6 Tornado italiani decollati stamattina

Libia: le navi della Nato faranno rispettare l’embargo armi
22/03/2011, 16:03

TRIPOLI - Continuano gli scontri in Libia. E mentre si consuma un’altra giornata all’insegna dei conflitti (violenti combattimenti tra le truppe fedeli a Gheddafi e i ribelli, infatti, si sono registrati anche nella città di Yafran, a sud ovest di Tripoli), si lavora sul piano diplomatico per trovare una soluzione alla spinosa questione riguardante il comando delle operazioni militari in Libia. Proprio la richiesta di affidare alla Nato il comando delle azioni internazionali in territorio libico resta un caposaldo per il governo. E in attesa del dibattito in Senato, previsto per domani pomeriggio, in queste ore si lavora per giungere a una risoluzione comune con le opposizioni. Intanto è durata poco meno di tre ore la missione dei sei Tornado italiani decollati oggi, dalle undici, dalla base militare di Trapani Birgi che ospita il 37esimo stormo dell’Aeronautica militare. I primi due Tornado, quelli usati per il rifornimento in volo, sono tornati alla base poco dopo mezzogiorno, poi gli altri due e pochi minuti fa gli ultimi due, tutti Ecr. Il Tornado Ecr è specializzato nella distruzione delle difese aeree grazie ai missili Agm-88 Harm. Lungo quasi 17 metri, per sei metri di altezza, è dotato di missili aria-aria Aim-9L Sidewinter e di un cannone da 27 millimetri. Dalla base militare non trapela nulla sulla destinazione che hanno raggiunto i sei velivoli. Una nuova novità viene registrata anche sul piano diplomatico: la Nato ha deciso di affidare alla sua flotta navale il compito di far rispettare l’embargo sulle armi alla Libia, previsto dalla risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Gli ambasciatori dei 28 paesi membri riuniti oggi nel Consiglio atlantico, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche, hanno infatti “concordato di imporre un embargo sulle armi che saranno trasferite via mare”. Quello sul rispetto dell’embargo delle armi è il secondo mandato per operazioni in Libia sul quale i paesi Nato riescono a raggiungere un accordo, dopo quello per una missione di protezione armata di una missione umanitaria stabilito in occasione della riunione dei ministri della Difesa giovedì scorso.

SCOMPARSA DA 4 GIORNI GIORNALISTA TUNISINA
Non si hanno notizie da quattro giorni della giornalista tunisina, Fatma Ben Dhaou, inviata in Libia del giornale “Le Quotidien”. Lo ha riferito la stessa testata giornalistica e il marito della donna, secondo cui la Ben Dhaou al momento della scomparsa stava rientrando da Bengasi a Tobruk, nell’est della Libia, insieme a Olfa Sallami, un’altra giornalista tunisina che lavora per la tv di stato. Il vice direttore del giornale “Le Quotidien”, Lotfi Touati, ha confermato che da venerdì non ha notizie della sua collaboratrice. Secondo un collega della Ben Dhaou, la giornalista era nella Libia orientale da circa una settimana. Nei giorni scorsi il primo ministro tunisino, Beji Caid Essebsi, ha incaricato l’ambasciata a Tripoli di cercare con ogni mezzo di ottenere la liberazione di un altro giornalista tunisino scomparso nei giorni scorsi, Lotfi Massoudi, dell’emittente qatariota “al-Jazeera”.

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di Antonio Formisano
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