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Il 2 maggio conferenza internazionale sul conflitto libico

Libia, l’Italia riconosce il Cnt: il presidente Jalil a Roma

Si fortifica la cooperazione: via dalla scena Gheddafi

Libia, l’Italia riconosce il Cnt: il presidente Jalil a Roma
19/04/2011, 11:04

ROMA – Occorre offrire una via d’uscita al leader libico, Muammar Gheddafi, e assicurare fonti di finanziamento ai ribelli, provenienti dal petrolio e dai beni congelati al rais: a dichiararlo è il ministro degli Esteri, Franco Frattini, dopo il faccia a faccia avuto con il leader dei ribelli libici. Il nostro Paese accoglie dunque ufficialmente il presidente del Consiglio Nazionale Transitorio libico, Mustafa Abdel Jalil, diventato ormai l’antagonista ufficiale di Muammar Gheddafi, dando così il suo riconoscimento ufficiale agli insorti, come rappresentanti del popolo libico. Inoltre il nostro Paese intende spiegare agli altri Paesi europei e del mondo, è questo il ragionamento del titolare della Farnesina, “perchè anche loro dovranno presto riconoscere il Consiglio Nazionale Transitorio libico da cui nascerà la nuova Libia”: perché nell’incontro, ha spiegato Frattini, Jalil ha confermato che il Cnt intende passare “da una Libia in cui si prende il potere seduti su un carro armato a una Libia in cui si prende il potere con le urne”.

DIECIMILA MORTI
Il ministro Frattini, al termine dell’incontro con il numero uno del Cnt, ha parlato di almeno 10 mila morti dall’inizio della crisi libica. Il numero è stato riferito dallo stesso Jalil. Si tratta, ha detto Frattini, di “vittime di un regime sanguinario”, a cui vanno aggiunti oltre “50-55mila feriti”. Prima dell’incontro, in un collegamento con Canale 5, il numero uno della Farnesina aveva annunciato che il prossimo 2 maggio ci sarà una conferenza internazionale a Roma per discutere e affrontare la soluzione del conflitto in Libia. La soluzione a cui la comunità internazionale sta lavorando prevede “un’uscita di scena” del colonnello libico, ha ribadito il ministro. “Ci sono certamente delle possibilità che noi stiamo esplorando - ha aggiunto - lo stanno facendo soprattutto le Nazioni Unite con l’Unione Africana e noi il 2 maggio, terremo a Roma una conferenza internazionale che sará coordinata da noi proprio per affrontare questo terreno”.

INTERVENTI MILITARI LENTI
Riguardo alla lentezza della missione in Libia, Frattini ha ricordato come sia stato deciso con l’Onu di “non effettuare interventi militari di terra, ma solo a protezione civili” con un intervento che ha “scongiurato un bagno di sangue” e quindi si è mostrato assolutamente fondamentale. “È chiaro che per vincere rapidamente sul piano militare - ha poi aggiunto - vi sarebbero molti altri strumenti, ma sono strumenti che la comunitá non ha accettato, l’intervento di terra, i bombardamenti mirati anche nelle zone urbane, ma immaginiamoci i danni collaterali, quante vittime civili. Quindi l’importante è fermare l’avanzata di questo dittatore sanguinario”. Dopo l’incontro con Jalil, Frattini ha tuttavia precisato che se Muammar Gheddafi dovesse trovarsi in pericolo di vita verrebbe aiutato come accadrebbe per ogni altro libico.

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di Antonio Formisano
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