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Il Carroccio non ci sta e medita vendetta

Libia: lo schiaffo del Colle alla Lega. “Rimaniamo”


Libia: lo schiaffo del Colle alla Lega. “Rimaniamo”
07/07/2011, 10:07

ROMA – Sulla strada leghista, che da mesi auspica il ritiro dei militari italiani dalla Libia, si è messo il Quirinale. È un vero e proprio schiaffo quello dato dal Colle alla Lega, che in materia di missioni all’estero ha ribadito il suo “no”. I militari italiani resteranno in Libia finchè sarà necessario, fino a quando la Nato lo riterrà opportuno: lo stabilisce il Consiglio Supremo della Difesa, sotto la guida del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il governo si adegua a tale disposizione, ma il Carroccio, ovviamente, non ci sta e medita vendetta.
Il Consiglio Supremo di Difesa, dunque, ha stabilito di dare continuità all’intervento italiano in Libia, mandando così in frantumi l’ipotesi leghista di un imminente ritiro. I lumbard, infatti, avevano ipotizzato un disimpegno in Nord Africa, indicando anche il termine ultimo di settembre, nell’ambito di una generale riduzione dell’impegno estero. Nessun termine a settembre, dunque, a quanto pare. Non a caso il ministro Roberto Calderoli rilancia ed invia una lettera alla presidenza del Consiglio, sbarrando la strada a qualsiasi ipotesi che nel Cdm possa essere presentato “fuori sacco” un decreto per rifinanziare le missioni. Prima se ne discute e si indicano i tagli ai contingenti: è la condizione posta dai lumbard, che agitano anche il vessillo della verifica di maggioranza qualora il decreto passasse senza un’intesa politica.
La decisione di restare in Libia appare uno “schiaffo”ai lumbard che, a questo punto, potrebbero piantare una nuova grana in maggioranza. I rapporti tra Lega e Colle si sono raffreddati nelle ultime settimane, complici anche alcune dichiarazioni di Umberto Bossi sulla “lealtà” del Capo dello Stato a proposito dell’emergenza rifiuti a Napoli. Impossibile che i lumbard se la prendano direttamente con Napolitano, ma e assai diversa la questione dei rapporti con il Pdl. Il Carroccio sulla Libia si è spesso scontrato con il ministro della Difesa Ignazio La Russa (“ministro della guerra”, lo ha definito Bossi a Pontida) e non voterà un decreto per rifinanziare le missioni: un provvedimento che tra l’altro avrebbe durata semestrale. Sono così girate voci di “contatti” tra Lega e Pdl per un decreto ad hoc sulla Libia con una data di scadenza (a tre mesi) della missione da presentare in Consiglio.

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di Antonio Formisano
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