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Bruxelles, la bozza di fine vertice: “Con il popolo libico”

Libia, l’Ue apre al dialogo con gli insorti

“La sicurezza dei civili va garantita con ogni mezzo”

Libia, l’Ue apre al dialogo con gli insorti
11/03/2011, 15:03

BRUXELLES – A Bruxelles sono tutti d’accordo su un punto: la violenza ai danni del popolo libico deve finire e soprattutto deve terminare il regime Gheddafi. E questo perchè la sicurezza della popolazione libica deve essere assicurata con tutti i mezzi necessari, perché l’uso della forza, specialemente contro i civili e con forze militari, è inaccessibile e deve cessare immediatamente. Il vertice straordinario dell’Ue sulla crisi libica produce i primi risultati e trapelano diversi punti chiave analizzati dagli Stati membri ed ora racchiusi nella bozza di dichiarazione finale della seduta di Bruxelles. Diversi gli argomenti al centro del dibattito. Innazitutto i 27 accolgono “con favore la risoluzione 1970 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e il rinvio della situazione in Libia alla Corte penale internazionale”. Ed anche, in virtù dell’obiettivo che la Libia si avvii rapidamente ad una transizione ordinata verso la democrazia, grazie ad un dialogo su basi ampie, dall’Ue arriva la volontà a dialogare con le nuove autorità libiche per aiutare il Paese a costruire uno “Stato costituzionale e a sviluppare lo stato di diritto”. Ma nonarriva invece il tanto aspirato riconoscimento effettivo delle stesse autorità transitorie. Al centro dell’importanza, inoltre, il tema della solidarietà europea sul dossier immigrazione. Argomento molto dibattuto, quest’ultimo, che era stato sollecitato con forza dall’Italia nei giorni scorsi: “Gli Stati membri più direttamente interessati dai movimenti migratori, necessitano della nostra fattiva solidarietà” ha infatti sentenziato l’Ue. Nella bozza del vertice si invita inoltre il Consiglio, in cooperazione con la Commissione, a presentare prima del summit Ue di giugno “un piano per lo sviluppo di capacità di gestione della migrazione e dei flussi di rifugiati”. In altre parole, ciò che l’Ue chiede a tutti gli Stati membri è una maggiore ed ulteriore assistenza, nel fornire per esempio a Frontex, già impegnata con l’operazione Hermes 2011, “ulteriori risorse umane e tecniche in funzione delle esigenze”. La Commissione è invitata a mettere a disposizione risorse supplementari dunque. L’Ue, assicura inoltre, “si consulterà con i Paesi interessati della regione per quanto riguarda il sostegno tecnico-finanziario atto a migliorare il controllo e la gestione delle frontiere, nonché le misure atte a facilitare il rimpatrio dei migranti nei Paesi d’origine”.

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di Antonio Formisano
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