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Francia e Gran Bretagna vogliono l'embargo

Libia: Misurata nelle mani dei rivoltosi, respinto attacco militare

Saif Gheddafi ha tradito il padre e sta con i rivoltosi?

Libia: Misurata nelle mani dei rivoltosi, respinto attacco militare
25/02/2011, 09:02

TRIPOLI (LIBIA) - Attacco all'alba dell'esercisto lealista libico e dei mercenari contro Misurata, respinto dai rivoltosi: non ci sono ancora notizie ufficiali, ma sembra che sia successo questo, nella città costiera a 200 Km. da Tripoli.Se fosse così, si tratterebbe di una pesante sconfitta morale per il regime di Gheddafi. Non ci sono ancora notizie esatte di morti e feriti.
Intanto si fa sentire di nuovo Al Qaeda, attraverso il suo numero 2, Ayman al Zawahiri. L'organizzazione terroristica sta cercando disperatamente di mettere il proprio cappello sulla rivolta, e si sente dall'appello che fa il medico egiziano: "Se non siamo in grado di produrre armi pari a quelle dei crociati occidentali, possiamo sabotare i loro sistemi economici e industriali e prosciugare il loro potere che si batte senza causa, fino a quando non saranno costretti a fuggire". Appelli che, come quello di ieri, sono di fatto inascoltati.
Intanto il capo della diplomazia francese Michelle Alliot-Marie ha fatto presente che Francia e Gran Bretagna presenteranno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu una proposta per ordinare l'embargo totale delle armi verso la Libia e sanzioni contro il governo di Gheddafi. Anche l'Unione Europea in un comunicato ha fatto sapere che presto potrebbero essere prese misure similari.
Ma le notizie che dimostrano il crollo imminente del regime sono altre. Innanzitutto il fatto che alla Tv di Stato ha annunciato le novità sul piano economico: stipendi più alti, sussidi per le famiglie più alti e indennità speciali per tutte le famiglie. Segnale evidente che si cerca di calmare il malumore della popolazione.
La seconda notizia, ancora non confermata, la dà l'agenzia iraniana Irna: Saif Gheddafi, figlio del rais libico, avrebbe deciso di volgere le spalle al padre e di unirsi ai rivoltosi a Bengasi, dove era stato mandato per combattere i rivoltosi alla testa dell'esercito libico.

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di Antonio Rispoli
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