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Intanto la missione Onu volge al termine. Sarà prolungata?

Libia: nel post Nato l'ipotesi Quatar alla guida del Paese

Si impegnerebbe ad addestrare le forze di sicurezza

Libia: nel post Nato l'ipotesi Quatar alla guida del Paese
27/10/2011, 10:10

TRIPOLI – Volge al termine la missione Nato “Unified Protector” in Libia e si fa strada l’ipotesi che a sostituirla possa essere una nuova coalizione, guidata dal Qatar. Questa nuova possibilità, ancora in fase progettuale, è emersa a Doha, dove si è tenuta una riunione dei comandanti militari di diversi Paesi (Italia compresa) e il Consiglio Nazionale Transitorio libico, per discutere del futuro della Libia. Nel corso del vertice di Doha si è parlato soprattutto delle condizioni di sicurezza in Libia, che, nonostante la caduta del regime, sono ancora molto precarie.
Ma quale dovrebbe essere il ruolo guida del Qatar? Aiutare la stabilizzazione politica del Paese libico, addestrare sul terreno le forze di sicurezza, senza però partecipare a operazioni di polizia. Ipotesi sulla quale l’Italia sta valutando una sua possibile partecipazione: già nelle scorse settimane, infatti, il nostro Paese aveva inviato un suo contributo nella formazione del settore della sicurezza, inviando in Libia 10 istruttori italiani.
La Nato, intanto, ha rinviato la riunione per decidere su un probabile prolungamento della sua missione oltre il 31 ottobre: da Doha, che è stata la prima a riconoscere il Cnt sin dalle prime settimane di rivolta contro Gheddafi, sostenendo anche materialmente i ribelli, è giunto anche l’appello all’Alleanza da parte del presidente del Consiglio libico, Mustafa Abdel Jalil, di prolungare la missione e la “no fly zone” fino alla fine dell’anno. Quanto al Qatar, non è difficile capire come sia interessato a guidare la futura coalizione dei “volenterosi” in Libia, vista la sua attiva partecipazione al fianco dei ribelli dall’inizio della rivolta contro l’ex rais.

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di Antonio Formisano
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