Dal mondo / Africa

Commenta Stampa

La Russa: "Fatta la no fly zone"

Libia: nella notte missione degli aerei italiani contro i radar

Resta il mistero sul rimorchiatore italiano che vaga in mare

Libia: nella notte missione degli aerei italiani contro i radar
21/03/2011, 09:03

TRIPOLI (LIBIA) - Continuano gli attacchi aerei alla Libia. Nella notte c'è stata anche la prima missione italiana: sono partiti 4 aerei Tornado armati per distruggere i radar nemici (il comandante Mauro Gabetta, parlando con i giornalisti, l'ha definita "operazione di soppressione delle difese aeree avanzate") che poi sono tornati indenni, nè si sa se abbiano colpito obiettivi e quali. Insieme a loro sono partiti altri due Tornado che avevano sotto le ali dei serbatoi per rifornire gli altri 4 aerei in volo (i Tornado hanno una scarsa autonomia). Questa mattina è stato anche chiuso l'aereoporto di Trapani aperto al traffico civile, per non creare intralcio alle operazioni militari.
Ben altri danni hanno fatto gli altri alleati. In particolare è stata bombardata la caserma di Bab al Aziziya, sotto cui c'è un bunker del leader libico Muhammar Gheddafi. Ma non si sa che c'era anche ieri sera. Questa mattina i giornalisti occidentali sono stati portati a vedere l'effetto dei bombardamenti, anche se non ci dovrebbero essere stati morti. Secondo la Bbc, nella notte ci sono stati scontri via terra a Bengasi, tra l'esercito di Gheddafi e gli insorti.
Invece resta il mistero sulla situazione del rimorchiatore italiano Asso 22. Ieri, mentre era nel porto di Tripoli, una decina di persone armate, con la divisa dell'esercito libico, sono salite a bordo e hanno costretto l'equipaggio a spegnere il sistema di rilevamento satellitare. Dopo alcune ore l'imbarcazione ha lasciato il porto, sembrava per dirigersi verso una delle piattaforme petrolifere dell'Eni. Poi ha cambiato direzione e si è diretta verso ovest e sembrava diretta verso Tunisi, ma poi ha ancora cambiato direzione, dirigendosi al largo della costa tunisina. La nave, il cui equipaggio è formato da 8 italiani e 11 indiani, è sotto controllo, ma non si sa dove sia diretta.
Questa mattina poi sulla vicenda è intervenuto il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, che - intervenuto al programma su Canale 5 "La telefonata", condotto da Maurizio Belpietro - ha assicurato che la creazione della "no fly zone" è ormai assicurata, grazie anche all'azione di questa notte dei nostri Tornado. Ha aggiunto che il cessate a fuoco proclamato dalla Libia è tutto da verificare e che ritorsioni da Gheddafi sono state messe in conto, anche se non ci dovrebbero essere in Libia armi capaci di colpire l'Italia.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©

Correlati

21/03/2011, 10:03

Elezioni Usa: Il vero Romney?