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Frattini: “L’Italia è pronta a impegnare 1 miliardo di euro”

Libia, nessuna tregua. Proteste e scontri a Tripoli

2 morti e 20 feriti solo nella città di al-Zawiyah

Libia, nessuna tregua. Proteste e scontri a Tripoli
04/03/2011, 14:03

TRIPOLI – Scontri con le forze di sicurezza, colpi d’arma da fuoco, spari e gas lacrimogeni. La rivolta libica, nel venerdì della preghiera, arriva a Tripoli e centinaia di manifestanti scendono per le strade in una manifestazione di protesta, per chiedere la fine del regime di Muammar Gheddafi. A far disperdere la folla, i gas lacrimogeni lanciati dalla polizia. È altissima la tensione nella capitale, ma gli scontri tra le forze leali al colonnello e i rivoltosi si registrano anche nella città petrolifera di Ras Lanuf e soprattutto a Al Zawiyah, a un centinaio di chilometri a ovest di Tripoli: qui le truppe di Gheddafi hanno ucciso due persone. Nessuna tregua, dunque, in Libia, dove per il terzo giorno consecutivo l’aviazione ha bombardato l’enclave petrolifera di Brega, in mano agli insorti, che è centrale per garantire l’elettricità nell’est del Paese. Secondo un testimone i militari governativi hanno sparato inoltre anche sulle ambulanze per impedire l’evacuazione dei feriti. Intanto, mentre continuano le lotte sul suolo libico, e con esse aumenta il numoro delle vittime, la comunità internazionale cerca una via d’uscita. Un miliardo di euro: l’Italia è pronta a impegnare questa cifra per il rilancio delle economie dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo. E non solo. Ciò che il nostro Paese auspica per il Mediterraneo è la creazione e la realizzazione di un Piano Marshall. Proprio nel giorno in cui la missione umanitaria italiana prende il via (questa serà salperà infatti dal porto di Catania la prima nave con gli alimenti e elementi di soccorso) e dopo che il presidente Usa, Barack Obama, ha ribadito che Gheddafi se ne deve andare e che si stanno valutando “tutte le opzioni” sul tappeto, il ministro degli Esteri Franco Frattini interviene nuovamente su quella che è la crisi libica e sul comportamento dell’Italia, invitando a non considerare “con leggerezza l’opzione militare”. “Abbiamo oltre 600 milioni di crediti verso questi Paesi che potremmo trasformare in investimenti per le Infrastrutture. Aggiungendo 300 milioni di crediti e aiuti - ha infatti dichiarato il ministro - arriviamo quasi a un miliardo di euro”. Frattini tira in ballo anche la Banca europea, dicendo come sia disposta a fare la sua parte: “Maystadt (il presidente della Bei, ndr) ha parlato di 6 miliardi di dollari, che mi sembra una cifra importante. Noi -ha aggiunto Frattini- abbiamo una parte italiana molto seria perché potremmo mobilitare a livello internazionale molti impegni per trasformare il debito di questi Paesi”. Inoltre l’Italia propone alla Bei il “progetto di una rete europea per rilanciare le piccole e medie imprese” di quei Paesi. Quanto bisognerà attendere per la fine della crisi che sta dilaniando il Nordafrica non è dato prevederlo, ma di sicuro le forze fedeli a Muammar Gheddafi hanno al momento il controllo del lato libico della zona al confine con la Tunisia “con uomini armati”, e secondo l’Unhcr, “se si riducesse il controllo militare alla frontiera e sulle strade, potrebbe riprendere un enorme esodo”.

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di Antonio Formisano
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