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Ricompare Khamis, sesto figlio del raìs, creduto morto

Libia, Obama: “Non un nuovo Iraq”. Da domani il comando Nato

Dal Cnt un documento per il dopo Gheddafi: “Democrazia”

Libia, Obama: “Non un nuovo Iraq”. Da domani il comando Nato
29/03/2011, 16:03

TRIPOLI - La Libia non sarà un nuovo Iraq: è stata questa l’assicurazione data da Barack Obama nel suo discorso trasmesso in diretta tv poche ore prima della conferenza sul conflitto libico con i ministri degli Esteri di 35 Paesi, che si apre questa sera a Londra. Gli Usa, ha sottolineato il presidente americano, sono intervenuti in Libia per evitare “violenze di dimensioni orribili” contro la popolazione e se l’obiettivo strategico è ora la cacciata di Muammar Gheddafi, non sarà ripetuto l’errore di rovesciare militarmente il governo come avvenuto in Iraq. Intanto il Colonnello ha fatto sentire la sua voce da Tripoli, tra invettive e aperture. “Lasciate che sia l’Unione africana a gestire la crisi, la Libia accetterà tutto quello che l’Ua deciderà”, ha affermato Gheddafi, in un messaggio diramato dall’agenzia ufficiale Jana. Unione africana che peraltro ha deciso di non partecipare alla conferenza di Londra. Intanto bisognerà attendere domattina, alle 8, per il passaggio ufficiale del comando delle operazioni militari in Libia alla Nato: con 24 ore di ritardo rispetto a quanto inizialmente previsto.
Sul terreno l’artiglieria di Gheddafi ha respinto i ribelli libici verso Ben Jawad, un centinaio di chilometri a est di Sirte. Nella notte le forze Usa hanno attaccato tre imbarcazioni del regime libico, tra cui una motovedetta, che stavano aprendo il fuoco contro unità civili nel porto di Misurata: la motovedetta si è arenata, una barca è stata distrutta e l’altra è stata abbandonata dagli occupanti. E a Misurata il bilancio di nove giorni di combattimenti per i ribelli sarebbe di 124 morti e di 284 feriti. Nella notte, inoltre, la tv libica ha trasmesso immagini di Khamis, il sesto figlio di Muammar Gheddafi, 32 anni, in divisa, che un sito dell’opposizione aveva dato per morto la settimana scorsa in un attacco kamikaze. Khamis è stato mostrato nella caserma-bunker del padre a Tripoli, mentre saluta i sostenitori del regime, radunati per formare “scudi umani”. Il sesto figlio di Gheddafi è al comando della 32/a Brigata, conosciuta in Libia come “Brigata Khamis”, una unità di elite che conta circa 10.000 uomini, di cui molti mercenari stranieri. La “Brigata Khamis” è ritenuta la più agguerrita e spietata dagli insorti. Intanto si chiama “Visione per una Libia Democratica” il piano su come approdare al dopo Gheddafi presentato oggi alla conferenza di Londra dal Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt) Libico. Alla base del progetto vi è l’intenzione di promulgare una costituzione e modellare lo Stato sul principio della separazione dei poteri. “La Libia - si legge in una nota di accompagnamento - è al crocevia con la storia. Ci lasciamo alle spalle gli anni bui della dittatura e ci avventuriamo in una nuova era di cambiamento democratico. Il Cnt, il solo legittimo rappresentante del popolo libico, ha compiuto i primi passi per realizzare le aspirazioni democratiche della gente”. Il documento prosegue indicando “l’obbligo” da parte del consiglio di emanare una bozza di Costituzione. La bozza affronterà nodi fondamentali come “la separazione dei poteri, il suffragio universale, la garanzia dei diritti umani fondamentali, lo stato di diritto”.

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di Antonio Formisano
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