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Il Cnt chiede soldi e armi come aiuto

Libia, pressing sulla Nato per aumentare i raid

Dal ministro Frattini arriva il sostegno al Consiglio

Libia, pressing sulla Nato per aumentare i raid
12/04/2011, 16:04

BENGASI - Con gli sforzi per un cessate il fuoco ancora in alto mare, il dibattito sulla Libia si concentra sul ruolo della Nato. Dopo le accuse di scarso attivismo mosse dai ribelli nei giorni scorsi, anche il governo francese ha chiesto uno sforzo maggiore all’Alleanza Atlantica. “La Nato deve svolgere pienamente il suo ruolo”, ha sottolineato il ministro degli Esteri, Alain Juppè, “ha voluto prendere la guida delle operazioni e noi lo abbiamo accettato”: “deve impedire tuttavia che Gheddafi usi armamenti pesanti per bombardare la popolazione”, ha insistito. In altre parole, ciò che dal punto di vista diplomatico si sta operando sulla Nato è un vero e proprio pressing, affinchè aumenti il numero di raid sui cieli libici.
In mattinata, invece, il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini,ha ricevuto il rappresentante della politica estera del Consiglio Nazionale Transitorio libico (Cnt), Ali al Isawi,. Dal ministro Frattini arriva ancora una volta pieno sostegno al Cnt e l’auspicio di un coordinamento sempre più stretto tra i ribelli sul terreno e l’azione delle forze della Nato. Ma gli esponenti del Consiglio Nazionale Transitorio libico hanno avanzato delle richieste ben precise. Ciò che i ribelli chiedono, infatti, alla Comunità internazionale è un sostegno concreto, che passa attraverso soldi e armi. In particolare la messa a disposizione di “parte” dei finanziamenti incassati dal congelamento dei beni a società o persone legate al regime di Gheddafi, ma anche “un’azione più efficace da parte della Nato”, oppure, in alternativa, la possibilità di essere aiutati con la consegna di armi. “Non per offendere, ma per difendersi” assicurano. È questo ciò che ha riferito il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, parlando dei contenuti dell’incontro di oggi tra il ministro degli Esteri Franco Frattini e il rappresentante per la politica estera del Cnt. Richiesta, quelle del Cnt di poter disporre dei fondi congelati al rais, che trova il pieno consenso dell’Italia.
Intanto, mentre la televisione di Stato libica ha affermato che ci sarebbero delle vittime tra i civili e le forze di polizia dopo il raid Nato della scorsa notte, contro la città di Kikla,(150 chilometri a sud ovest di Tripoli), pare abbia trovato una conferma la notizia inizialmente lanciata da Al Jazeera e ripresa da i più importanti media della regione, secondo la quale a farsi carico della consegna delle armi da Tel Aviv al dittatore libico ci pensava Mohamed Dahlan, il più filosionista e filostatunitense dei leader di Fatah venduti alla causa d’Israele. Proprio su questo, è stato annunciato dal Comitato Centrale, avrà inizio un’indagine.

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di Antonio Formisano
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