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Un centinaio di manifestanti ha occupato il Parlamento

Libia: proteste contro il premier. Bocciata la lista dell'esecutivo

Dalle consultazioni esclusa l'Alleanza delle Forze Nazionali

Libia: proteste contro il premier. Bocciata la lista dell'esecutivo
05/10/2012, 09:33

TRIPOLI (LIBIA) - Le tensioni in Libia non si sono placate. Dopo le rappresaglie contro l'ambasciata americana, è in pericolo ora il futuro del nuovo governo. Le proteste fuori e dentro i palazzi istituzionali hanno costretto il premier libico Mustafà Abushagur a nuove trattative per la nomina del nuovo esecutivo. Il Parlamento ha respinto la lista dei ministri perché considerata poco rappresentativa della nuova Libia uscita dalle elezioni dello scorso 12 settembre, quando Abushagur aveva sconfitto l'ex premier Jibril. Non sono stati considerati validi i 29 nomi, tra cui una sola donna, per formare la nuova compagine governativa. Non è stato solo il Parlamento libico a reagire a questo nuovo governo, ma anche un centinaio di manifestanti, che ha fatto irruzione nel palazzo dell'Assemblea nazionale. Il premier Abushagur è stato accusato di non aver inserito nell'esecutivo nessun rappresentante della principale coalizione liberale, che denuncia di non essere stata contattata per la formazione del governo. Adesso Abushagur dovrà presentare una nuova lista di rappresentanti governativi entro domenica.
Per tutta la settimana la stampa locale ha dato voce ai politici furiosi e decisi a non votare il nuovo governo libico perché il premier "non ha consultato nessun altro" per comporre la sua lista dei ministri. Poi nel pomeriggio di ieri un gruppo di almeno 100 dimostranti è entrato con forza nel palazzo dell'Assemblea nazionale costringendo i parlamentari a rinviare la sessione speciale dedicata al dibattito sulla lista dei ministri. I manifestanti hanno lasciato l'edificio dopo qualche ora, ma sono rimasti all'esterno. Il gruppo di manifestanti proveniva in gran parte da Zawiyah, città della Tripolitania nord-occidentale, ribattezzata la città dei martiri durante la guerra civile, a 50 km circa dalla capitale.
Il rinvio della compagine governativa ha incrinato il rapporto di fiducia tra il Parlamento e il nuovo premier, accusato in particolare di aver escluso dal nuovo esecutivo i rappresentanti dell'Alleanza delle Forze Nazionali, una formazione laico e filo-liberale guidata dall'ex premier Mahmoud Jibril, mentre aveva dato spazio a figure del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, braccio politico dei Fratelli Musulmani in Libia e a una serie di personalità meno note.

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di Emanuele De Lucia
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