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No-fly zone: atteso oggi il voto all’Onu

Libia, raid aereo su Bengasi. Misurata torna ai lealisti?

Secondo fonti sono di oltre un centinaio i morti

Libia, raid aereo su Bengasi. Misurata torna ai lealisti?
17/03/2011, 12:03

TRIPOLI - Dopo una lunga esitazione anche gli Usa si sono uniti a Francia e Gran Bretagna nel pressing per l’imposizione di una no-fly zone per la Libia. Dagli Stati Uniti arriva inoltre l’appoggio a qualsiasi misura, che vada anche oltre alla no-fly zone, perché la situazione sul campo è cambiata e quindi perché “potrebbe essere necessario altro per proteggere la popolazione civile”. L’obiettivo, secondo quanto spiegato dalla rappresentante americana Susan Rice, al termine di una sessione-fiume durata più di cinque ore, sarebbe quello di arrivare a un voto sulla risoluzione per la no-fly zone, proposta da Libano, Francia e GB, anche oggi. Al riguardo sono previste, infatti, due riunioni al Consiglio di Sicurezza Onu: una a livello di esperti alle 9 (le 14 in Italia), l’altra a livello di ambasciatori due ore più tardi. Resta ancora aperta l’incognita per quanto riguarda invece l’atteggiamento della Cina e della Russia, che hanno potere di veto. Mosca aveva proposto di chiedere un cessate il fuoco a entrambe le parti, ma il progetto non ha avuto abbastanza sostegno per poter essere messo ai voti. Intanto continua senza tregua la battaglia. La città di Misurata, 200 km a est di Tripoli, così come promesso dal colonnello Muammar Gheddafi, dopo che ieri è stata teatro degli scontri più violenti tra forze governative e insorti, è tornata nelle mani dei lealisti. Questa notizia viene però smentita dagli insorti. Fonti mediche hanno riferito ad al-Jazeera che comunque il bilancio degli ultimi scontri è di un centinaio di morti, di cui 80 sarebbero miliziani pro-Gheddafi. Intanto, la tensione cresce anche a Bengasi, roccaforte degli insorti. Ieri il figlio del colonnello, Saif al-Islam, ha assicurato la sua riconquista entro 48 ore. L’unica speranza per gli insorti resta dunque quella di una no-fly zone: bisogna attendere per sapere l’esito del voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che proprio oggi voterà un progetto di risoluzione a questo proposito.

RAID AEREO SULL’ AEROPORTO DI BENGASI
Un raid aereo delle forze fedeli al colonnello Muammar Gheddafi è in corso contro l’aeroporto internazionale Benina di Bengasi, roccaforte degli insorti libici. È quanto sostiene l’emittente satellitare al-Jazeera. Il sito Libya al-Youm, vicino all’opposizione, scrive che il raid è condotto da aerei Sukhoj di fabbricazione russa, che avrebbero colpito un aereo civile fermo sulla pista dell’aeroporto, tenendo sotto il fuoco l’intero aeroporto di Bengasi, a dieci chilometri dalla città. “Allontanatevi da Bengasi”. Sarebbe stato questo l’invito rivolto dall’esercito ai residenti della seconda città del paese, dopo che uno dei figli di Gheddafi, Saif al-Islam, si è detto convinto che la riconquista della zona delle forze lealiste sarebbe avvenuta entro 48 ore. La battaglia per il controllo di Bengasi, roccaforte dei ribelli libici, rischia così di trasformarsi anche in “una guerra psicologica”, come sostengono diversi osservatori.

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di Antonio Formisano
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