Dal mondo / Africa

Commenta Stampa

Nel mirino la residenza del rais. Distrutta una caserma

Libia: raid diurni sulla città di Tripoli

Il Papa incontra il vicario apostolico della capitale libica

Libia: raid diurni sulla città di Tripoli
28/05/2011, 12:05

TRIPOLI - Una forte esplosione ha fatto tremare nuovamente la capitale libica. Dopo i raid notturni della Nato, che tengono sotto assedio Tripoli da cinque giorni, l’Alleanza è passata ora anche agli attacchi diurni. Secondo fonti giornalistiche presenti sul posto, infatti, una violentissima esplosione si è verificata questa mattina, ancora una volta nei pressi della residenza bunker di Muammar Gheddafi a Bab al-Aziziya. Testimoni oculari raccontano di aver visto un grosso pennacchio di fumo bianco levarsi nel cielo della capitale libica, proprio all’altezza della zona in cui si troverebbe la residenza del colonnello, e dichiarano che questi nuovi attacchi della Nato avrebbero colpito una caserma militare del regime, distruggendone le mura. Portavoce, ancora una volta, è l’emittente satellitare al-Jazeera, anche se la stessa non è in grado per il momento di fornire ulteriori dettagli su quanto in Libia in queste ore sta accadendo. Di sicuro, però, l’esplosione di questa mattina, avvenuta intorno alle 10 locali, è l’ultima di una lunga serie che ha scosso per tutta la notte Tripoli. Secondo la tv di Stato libica, inoltre, i raid notturni hanno provocato danni “umani e materiali” anche a Mizda, circa 160 km a sud della capitale.

SOFIA GHEDDAFI CONTRO L’ALLEANZA
Proprio ieri, in un’intervista rilasciata alla Cnn, Sofia, la moglie del rais libico, ha puntato il dito contro le forze dell’Alleanza Atlantica, ritenendo la stessa autrice di “crimini di guerra”. La donna ha detto di non essere stata presente al momento dell’attacco in cui, secondo Tripoli, è rimasto ucciso Saif al-Arab “ma mi sarebbe piaciuto esserci perché avrei potuto morire con lui”. Secondo Sofia Gheddafi “mio figlio non aveva mai saltato una preghiera della sera. I missili tentavano di colpirci ogni sera, e i raid iniziavano al momento della preghiera”. Per Sofia Gheddafi la coalizione guidata dalla Nato cerca scuse per colpire Muammar, violando il mandato dell’Onu che parla soltanto della protezione dei civili minacciati.

IL PAPA A COLLOQUIO CON IL VICARIO DI TRIPOLI
Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, vicario apostolico di Tripoli. Due settimane fa il Papa ha rinnovato il suo “pressante appello” per la Libia, affinchè “la via del negoziato e del dialogo prevalga su quella della violenza con l’aiuto degli Organismi internazionali che si stanno adoperando nella ricerca di una soluzione alla crisi”. Nelle sue parole, il Pontefice ha denunciato, inoltre, la perdita di un gran numero di civili sulla scorta delle dichiarazioni che aveva fatto nei giorni precedenti il vicario apostolico di Tripoli. Benedetto XVI ha anche voluto testimoniare pubblicamente la sua solidarietà alla Chiesa Cattolica presente in Libia e molto impegnata, attraverso proprio il vescovo francescano Martinelli, a favore della pace. In sostanza Benedetto XVI ha inteso ripetere quel “mai più la guerra”.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©