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Cpi: “Il suo arresto? Solo questione di tempo”

Libia: Saif al-Islam alla guida di una resistenza nel sud

La notizia è stata battuta dal sito Lybian Free Press

Libia: Saif al-Islam alla guida di una resistenza nel sud
09/11/2011, 16:11

TRIPOLI - Saif al-Islam Gheddafi sarebbe alla guida di un Fronte di liberazione nazionale, nel sud della Libia, per combattere il Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt). A battere la notizia è il sito “Lybian Free Press”, divenuto famoso negli ultimi mesi del regime libico, proprio in qualità di attivo sostenitore del potere del defunto Muammar Gheddafi. Secondo quanto viene riportato dal sito, sarebbe il figlio del colonnello a guidare il sud del Paese, dirigendo un Fronte nazionale popolare che sta consolidando il proprio sostegno tra i Tuareg e altre tribù. Che Saif al-Islam fosse un osso duro lo si era capito, allo stesso modo in cui si era percepito che potesse essere proprio lui a rappresentare la spina nel fianco del vittorioso Cnt. Per il momento, però, la notizia necessita di ulteriori conferme.
Intanto, pare che il suo arresto sia solo “questione di tempo”: ne è convinto il procuratore della Corte penale internazionale Luis Moreno-Ocampo. La Cpi ha spiccato un mandato di cattura contro Saif per crimini contro l’umanità. A quanto pare, iI procuratore Luis Moreno Ocampo sta ancora completando le indagini che lo porteranno ad aggiungere nuove accuse a quelle già contenute nell’ordine di cattura che, oltre a Saif, indicato come il “delfino” di Gheddafi, è stato spiccato anche contro Abdullah al-Senussi, il capo dei servizi segreti libici, e l’ex rais, ucciso il 20 ottobre scorso. Lo stupro sistematico, usato come “arma di guerra” è tra le nuove accuse. Le prove finora raccolte indicano che “Senussi è coinvolto nell’organizzazione di stupri, ma non Saif”, ha precisato Ocampo. Entrambi gli ex dirigenti libici sono in fuga. “Seguiamo informazioni sulla loro probabile localizzazione”, ha riferito il procuratore senza fornire dettagli: “Sono fiducioso che saranno catturati”.

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di Antonio Formisano
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