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Le violenze dopo la marcia per "La Giornata di Bengasi"

Libia: scontri con le milizie, 4 morti e 40 feriti


Libia: scontri con le milizie, 4 morti e 40 feriti
22/09/2012, 09:44

BENGASI – Continuano gli scontri a Bengasi fra i cittadini, le milizie salafite anti-governo e le milizie filo-governative. Venerdì sera, dopo la marcia di 30mila persone per la “Giornata del salvataggio di Bengasi” e per rendere omaggio all’ambasciatore americano, Chris Stevens, è iniziata la protesta contro la presenza di milizie armate. I cittadini hanno cacciato i salafiti di Ansar al-Sharia dalla loro caserma in centro e da lì è iniziata la violenza. 40 feriti e 4 morti è il bilancio dell’attacco di questa notte.

Parte dei manifestanti ha assaltato la caserma di Ansar al-Sharia in quanto sospettata di essere coinvolta nell’attentato al consolato americano, saccheggiandola e bruciandola al grido di “Il sangue dei martiri non può essere versato invano”. Il colonnello dell’esercito Naji al-Shuaibi, al comando delle operazioni, ha dichiarato “Stiamo prendendo il controllo della sede della battaglia. Questo è stato fatto su richiesta del popolo, che ha chiesto che le milizie lascino questo posto”. I manifestanti si sono poi diretti verso le caserme di altre milizie islamiche fedeli però al governo. Le prime sono state liberate facilmente mentre alla caserma di Raf Allah al-Sahati, milizia islamica di ex ribelli ora sotto il controllo del Ministero della Difesa, gli scontri sono durati diverse ore.  4 persone hanno perso la vita e 40 sono state ferite più o meno gravemente. Infine i miliziani sono fuggiti e la caserma è stata saccheggiata.

Il Presidente dell’assemblea nazionale libica, Mohamed al-Megaryef, dopo aver espresso le proprie congratulazioni al popolo per la sua reazione, ha chiesto ai manifestanti di ritirarsi dalle sedi delle brigate controllate dal ministero della Difesa. Il Ministro dell’Interno, Fawzi Abdelali, parla invece di infiltrati tra i manifestanti, che farebbero parte dei servizi segreti e il cui unico intento sarebbe quello di creare il caos.

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di Claudia Annunziata
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