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La contraerea del raìs risponde ai raid Nato

Libia, spaccature sui passi da compiere

I ribelli chiedono maggiori sforzi all’Alleanza

Libia, spaccature sui passi da compiere
14/04/2011, 16:04

BERLINO - Consulto dei ministri degli Esteri della Nato a Berlino per trovare una linea condivisa sulla Libia dopo il pressing di Francia e Gran Bretagna per un’intensificazione dei raid. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha assicurato che gli alleati “condividono lo stesso obiettivo” di arrivare all’uscita di scena di Muammar Gheddafi e ha affermato che gli Usa “sostengono con forza” l’operazione Unified protector. “Nuove voci da dentro e fuori la Libia si sono unite agli appelli perché Gheddafi lasci il potere”, ha affermato il capo della diplomazia Usa nel suo intervento, “per parte nostra, gli Usa sono impegnati in questa missione e la sosterranno con forza finchè il lavoro non sarà stato completato”. Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha incontrato il collega francese, Alain Juppeè, e ha ammesso che tra gli alleati “c’è una visione diversa del cammino da seguire per arrivare al comune obiettivo”, ma ha sottolineato che la decisione di Berlino di non partecipare alle operazioni militari non significa neutralità: “Come la Francia e la comunità internazionale, riteniamo che la Libia possa avere un buon futuro solo se il dittatore se ne va”. Juppè, inoltre, ha convenuto con Westerwelle che la soluzione in Libia può essere solo “politica”, anche se Parigi chiede di intensificare i raid.
Intanto, mentre i ribelli libici hanno lanciato un disperato appello alla Nato perché intensifichi i raid nella zona di Misurata, dopo che un nuovo bombardamento delle forze di Gheddafi ha fatto almeno 23 morti, fra cui tre egiziani, la difesa contraerea del colonnello ha aperto il fuoco contro i velivoli della Nato che hanno condotto un raid su Bab al-Aziziya, la residenza-bunker di Gheddafi a Tripoli. “Ci sarà un massacro se la Nato non interviene con forza”, ha avvertito un portavoce del Consiglio Nazionale Transitorio dalla città sotto assedio da 50 giorni. Il ministro degli Esteri danese, Lene Espersen, ha chiesto un maggior impegno dagli alleati: “La Danimarca sta offrendo un ampio contributo” ai bombardamenti e credo che si debba discutere come condividere lo sforzo per mettere pressione a quei Paesi che non hanno ancora cominciato a contribuire”. Alla vigilia della riunione, il premier britannico, David Cameron, e il presidente francese Nicolas Sarkozy, hanno convenuto sulla necessità di intensificare la pressione militare sul regime, fornendo “i mezzi necessari” ai ribelli. La Russia dal canto suo ha ribadito la propria contrarietà alle operazioni militari della Nato in Libia.

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di Antonio Formisano
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