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La Casa Bianca: “Non era necessaria l’autorizzazione”

Libia: su Obama l’incognita “War Powers Resolution”

L’accusa al presidente: “Intervento militare illegale”

Libia: su Obama l’incognita “War Powers Resolution”
16/06/2011, 12:06

USA – La guerra in Libia doveva essere breve e doveva porre fine al regime di Gheddafi, ma allo stato attuale, oltre ad un indefinibile termine entro il quale tutto possa considerarsi finito, sembra mettere nei guai il presidente americano Barack Obama. Negli Stati Uniti, infatti, il presidente Obama sarebbe sotto pressione e a quanto pare alcuni parlamentari hanno fatto partire una denuncia nei suoi confronti.
Le accuse rivolte ad Obama da due membri del Congresso Usa, il democratico Kucinich e il repubblicano Jones, riguardano la violazione della “War Powers Resolution”, in virtù della quale l’intervento militare in Libia sarebbe da considerarsi “illegale”. La “War Powers Resolution” è una legge federale adottata dal Congresso americano nel 1973 per tenere sotto controllo i poteri del presidente, nel caso di un conflitto armato che lo stesso Congresso non abbia preventivamente autorizzato: ciò che tale legge prevede è la dichiarazione di consenso da parte del Congresso in caso di intervento armato. Nello specifico, la “War Powers Resolution” prevede che nel caso di un intervento delle truppe Usa, il presidente, che secondo la Costituzione è il comandante in capo delle forze armate, lo notifichi al Congresso entro 48 ore. A meno che non ci sia una specifica autorizzazione l’operazione non deve durare più di 60 giorni, più altri 30 previsti per il ritiro delle forze impegnate.
Ciò, secondo i deputati che hanno fatto partire la denuncia, non sarebbe avvenuto nel caso dell’operazione militare in Libia. Vale la pena ricordare che nonostante la sua formulazione in apparenza chiara, la legge è stata in realtà spesso oggetto di interpretazioni contrastanti ed è stata altre volte ignorata da vari presidenti americani, sia repubblicani sia democratici: è accaduto ad esempio nel caso della guerra in Corea e di quella del Vietnam.

LA RISPOSTA DELLA CASA BIANCA
L’amministrazione Obama contesta i legislatori Repubblicani e Democratici che accusano il presidente di aver abusato della propria autorità di comandante in capo delle forze armate dando il via libera all’operazione in Libia che non aveva ricevuto l’approvazione del Congresso di Washington: “l’impegno militare in Libia - si legge in un rapporto di 32 pagine della Casa Bianca - non richiedeva l’approvazione delle camere per via del ruolo di supporto che la maggior parte delle forze statunitensi stanno svolgendo”. Il rapporto messo a punto dall’amministrazione come risposta alle lamentele dei legislatori, però, difficilmente riuscirà a tranquillizzare i leader del Congresso, preoccupati tanto dalla strategia di Obama in Libia, quanto dai crescenti costi della guerra. Alti funzionari dell’amministrazione citati dal Washington Post insistono sul fatto che la partecipazione alla campagna in Libia è “coerente” con la “War Powers Resolution”.

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di Antonio Formisano
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