Dal mondo / Africa

Commenta Stampa

Il figlio del rais contro la Francia: “Errore storico”

Libia, Tripoli avverte: “Niente interventi stranieri”

Favorevoli solo agli aiuti della Croce e della Mezzaluna

Libia, Tripoli avverte: “Niente interventi stranieri”
12/04/2011, 09:04

TRIPOLI – Muammar Gheddafi e la sua famiglia devono lasciare il potere, altrimenti qualsiasi tipo di negoziato con gli insorti sarà impossibile. La mediazione trovata dall’Unione Africana non basta, da sola, a schiarire il cielo della Libia, dove infatti continuano i combattimenti tra i ribelli e le forze armata fedeli al colonnello: in particolare gli scontri continuano nelle città di Misurata e Ajdabiya, che sembrerebbe essere tornata nelle mani dei ribelli. Intanto, mentre si infittiscono i contatti tra il governo italiano e gli insorti, il ministro degli Esteri Franco Frattini incontrerà domani a Roma il ministro degli Esteri del Consiglio Nazionale Transitorio (Cnt), Tripoli avverte: qualsiasi ingresso in territorio libico che si “nasconda” sotto il pretesto di una missione umanitaria, incontrerà una “strenua resistenza”. L’avvertimento, che suona come una vera e propria minaccia, parte dal ministro degli Esteri libico ed è indirizzato al Consiglio di sicurezza dell’Onu, all’Unione Africana e all’Unione europea. In altre parole, a chiunque dovesse passare per la testa di oltrepassare i confini libici per scopi umanitari nei confronti dei ribelli in affanno, sarà garantita un’accanita resistenza da parte del popolo armato, pronto a difendere la città. “Il milione di libici che hanno preso le armi dall’inizio dell’aggressione colonialista crociata contro la Libia, sono pronti a difendere Misurata”, ha aggiunto il ministero, affermando che la Libia non accetterà “alcun aiuto umanitario, tranne che da parte della Croce e della Mezzaluna rosse”. Proprio venerdì scorso l’alto rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton, aveva inviato un messaggio al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in cui gli assicurava che l’Ue è disposta ad agire con tutti i mezzi, “compresi quelli militari”, per aiutare i 300 mila abitanti di Misurata, roccaforte degli insorti 200 km circa a est di Tripoli.
Un nuovo avvertimento inoltre arriva anche nei confronti della Francia. La Francia, origine dell’intervento militare in Libia, ha commesso un “errore storico”. Lo ha affermato il figlio di Muammar Gheddafi, Saif al Islam. “Considerando i progetti numerosi che erano coinvolti in Libia, il presidente francese, Nicolas Sarkozy, era l’alleato più vicino alla Libia e quindi non ha avuto nessuna ragione per scatenare un conflitto tra la Francia e la Libia”. Il figlio di Gheddafi ha accusato il Qatar di essere “riuscito a vendere l’idea” alla Francia e alla Gran Bretagna “secondo la quale il regime libico fosse un buffonata e che la Libia rappresentasse una torta che ci si poteva dividere, che il petrolio libico poteva essere distribuito”. La Francia non ricaverà un solo euro da questa guerra che è condotta in Libia, ha precisato il figlio del rais.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©