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Undicesimo giorno di guerra. Domani il comando alla Nato

Libia, videoconferenza a 4. Il raìs: “Siete come Hitler”

I ribelli: “Nel dopo Gheddafi rispetto per ogni trattato”

Libia, videoconferenza a 4. Il raìs: “Siete come Hitler”
29/03/2011, 10:03

TRIPOLI - Barack Obama per gli Stati Uniti, David Cameron per la Gran Bretagna, Nicolas Sarkozy per la Francia, Angela Merkel in rappresentanza della Germania: i rappresentanti delle 4 grandi potenze si sono incontrati in una videoconferenza, per fare il punto sulle attività militari in Libia e delineare così, per oggi, nel corso dell’importante summit di Londra, un piano di soluzione politica, una “exit strategy” per la crisi libica. Assente alla videoconferenza l’Italia, la cui mancata partecipazione non è passata inosservata, al punto tale che immediato è stato l’attacco del Pd: “L’Italia non conta più”. “Dobbiamo rilevare che effettivamente – ha affermato con durezza Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato – l’Italia sta pensando al dopo Libia. Tanto pensa al dopo che oggi c’è stata una videoconferenza Sarkozy – Obama – Cameron - Merkel alla quale, con tutta evidenza – ha concluso la Finocchiaro - Berlusconi non è stato chiamato a partecipare”. “Nessuno schiaffo” all’Italia replica a più riprese il ministro Frattini, nel ricordare come il nostro Paese detenga invece non solo il comando della missione navale, ma ospiti anche a Napoli “il comando Nato delle operazioni”.
Intanto, in attesa del passaggio ufficiale, domani, di tutte le operazioni militari della coalizione internazionale in Libia sotto il comando Nato, il leader politico dei ribelli in avanzata verso Tripoli assicura che la Libia del dopo Gheddafi rispetterà tutti gli accordi stipulati con l’Italia dal regime del colonnello, in particolare quelli che riguardano la lotta all’emigrazione clandestina e i contratti petroliferi con l’Eni. A parlare per conto dei ribelli su Rai Uno è stato il presidente del Comitato nazionale di transizione (Cnt), Mustafa Abdel Jalil che, in collegamento da una località tenuta segreta per motivi di sicurezza, ha auspicato che gli “amichevoli rapporti” con l’Italia “si rafforzino”, nel pieno rispetto del trattato italo – libico firmato dal presidente Silvio Berlusconi e il colonnello Muammar Gheddafi.
Sul campo, intanto, il conflitto in Libia è giunto al suo undicesimo giorno. Lo snodo decisivo resta la battaglia di Sirte, sulla cui sorte ci sono due versioni contrastanti. I ribelli hanno dichiarato di averla riconquistata, con l’intera zona petrolifera in Cirenaica e dicono di puntare verso Tripoli. Opposta la versione dei lealisti, che sostengono di aver fermato l’avanzata degli insorti all’uscita da Ben Jawad. Versione confermata dalla France Presse e da Al Jazeera. Secondo fonti dei ribelli, le forze del colonnello hanno preso di mira il centro della città con colpi di mortaio e razzi di tipo Hawn. Nella notte testimoni hanno anche raccontato di “nove violente esplosioni a Tajura”, a 30 chilometri da Tripoli, dove sono presenti diversi insediamenti dei lealisti. La televisione libica ha parlato, invece, di attacchi aerei delle truppe internazionali, nella località di Gharian e Mizda, mirando obiettivi militari e civili.

IL MESSAGGIO DI GHEDDAFI: “FERMATE LO STERMINIO”
“Fermate l’offensiva barbara che state conducendo contro il mio Paese, siete come Hitler”. È questo il messaggio indirizzato oggi dal colonnello libico, Muammar Gheddafi, al gruppo di contatto riunito a Londra per discutere della crisi libica. Per il raìs bisogna “lasciare la Libia ai libici, state eseguendo un’operazione di sterminio di un popolo in sicurezza e distruggendo un paese in via di sviluppo”, ha aggiunto il colonnello. Circa 35 tra rappresentanti di paesi e organismi internazionali parteciperanno oggi a Londra alla conferenza sulla Libia. Sarà la prima riunione del “gruppo di contatto” che ha il compito di tracciare la politica per la comunità internazionale riguardo alla crisi nel paese nordafricano.

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di Antonio Formisano
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