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L'ignoranza e il pregiudizio cancellano la storia dei fatti


L'ignoranza e il pregiudizio cancellano la storia dei fatti
02/07/2012, 11:07

C'è una notizia che è uscita pochi giorni fa: da un sondaggio fatto in Germania è risultato che gran parte dei giovani non sa chi è Adolf Hitler. Lo sanno meglio nelle regioni dell'est, dove il regime comunista ne usava il nome come spauracchio; meno in quelle dell'ovest.
Una notizia che può sorprendere, se non si esamina la situazione in maniera approfondita. Perchè in realtà è una cosa assolutamente normale, quando i fatti vengono alterati appositamente per trasformarli in propaganda: quando cambia il vento politico, cambia anche la propaganda. E la cosa riguarda anche Hitler. Gran parte di quello che si sa è alterato dal fatto che sul nazismo è stata fatta molta propaganda.
Facciamo qualche esempio. Viene sempre detto che Hitler era un pazzo. Ma se si guarda alla sua vita, si scopre che non è così. Certo, era un bambino abusato: il padre Alois era violento ed ubriacone e spesso a casa picchiava moglie e figli. E dato che Adolf gli teneva testa, era quello che alla fine prendeva più frustate. Contemporaneamente, la madre gli voleva molto bene e probabilmente ne esaltava le qualità anche in maniera superiore al reale. Il risultato è stato un bambino introverso ma che aveva le qualità per guardare gli altri dall'alto in basso. Una situazione che cambia quando Adolf si trasferisce per andare alle scuole superiori: lì trova molte persone al suo livello, per cui non primeggia più; ma rimane introverso. E resta tale anche quando va a Vienna, ufficialmente per entrare all'Accademia delle Belle Arti. Ma i suoi disegni di ammissione vengono respinti. E il motivo è semplice: nel disegnare il suo disprezzo per gli altri emerge, tanto che le figure umane sono a malapena abbozzate; mentre dimostra una mano eccellente nel disegnare i palazzi e i paesaggi. Nonostante questo resta a Vienna, prima facendo la bella vita a spese dei genitori; poi arraggiandosi disegnando cartoline. Ma perchè non torna indietro e confessa tutto? Per orgoglio, semplicemente. Poi la Germania entra in guerra, lui come portaordini compie imprese eccellenti, al punto da meritare una medaglia. Poi il dopoguerra, la crisi economica, l'enbtrata nel partito nazista e la scalata, ecc. ecc. Ma questa parte la si sa. Tuttavia ci sono una serie di cose che vengono volutamente ignorate quando si parla di lui.
Innanzitutto di quanto fosse debole il suo potere di dittatore. Pochi sanno che i suoi più stretti collaboratori avevano un fascicolo con cui ricattavano il Fuhrer, per impedirgli di eliminarli. Un ricatto basato su cosa? Una delle leggi di Norimberga (quelle del 1935, in cui si separavano gli ebrei dal resto della società tedesca) stabiliva che era da considerarsi ebreo anche chi avesse uno solo dei genitori di tale religione. Chi aveva solo uno dei nonni ebreo, invece, era da considerarsi ariano, a meno che non occupasse ruoli di altissimo livello nell'amministrazione pubblica. Ed Hitler era proprio in questa situazione. Infatti il padre Alois era un figlio illegittimo: la madre era cameriera presso una famiglia di ricchi ebrei. E venne cacciata, ad una età di 41 anni, quando era incinta e dopo che gli era stata data una robusta buonuscita. La donna, Maria Schickelgruber, dette alla luce un bambino, che fu appunto Alois, che portò per quasi tutta la vita il nome della madre. Molti anni dopo la morte della donne, Alois andò dal notaio insieme ad una famiglia di mugnani suoi vicini di casa, i quali testimoniarono che il fratello dell'uomo era colui che aveva messo incinta la donna e quindi Alois era suo figlio e intendeva cambiare il cognome in maniera appropriata. I mugnai si chiamavano Hilder, ma per un fraintendimento il notaio scrisse Hitler. In realtà Il padre era il signor Frankenberger (rimane solo il dubbio se il padre o il figlio) che pagò per 14 anni il silenzio della donna, dopo che se ne fu andata dalla loro casa.
Questo fu uno dei fondamenti dell'odio di Hitler contro gli ebrei: odiava il padre e trasferì questo odio verso tutti gli ebrei, dato che suo padre era figlio di un ebreo. Un segno di questo fatto sta proprio nelle leggi di Norimberga: un'altra legge stabiliva che le donne tedesche sotto i 45 anni non potessero lavorare come domestiche per gli ebrei. Un caso?
Naturalmente ci furono anche altre considerazioni alla base della scelta: stando a Vienna il futuro Fuhrer assorbì l'antisemitismo che lì c'è sempre stato; i suoi eroi come il compositore Wagner avevano tendenze antiebraiche; ed infine, quando cominciò a fare politica, per lui fu comodo indicare gli ebrei come causa di tutti i problemi economici della Germania.
Questo fa di lui un pazzo? Certamente no. Il secondo punto che si usa sono i campi di sterminio. Ed è un argomento a prova di bomba... se fosse stato lui a organizzarli. In realtà quella fu un'idea nata da Goering - che creò il primo campo di concentramento a Dachau, vicino Berlino, quando era capo della Polizia di Berlino - e sviluppata da Himmler, che era ossessionato dal concetto di purezza della razza. Hitler si limitò a fare spallucce e a lasciare tutto nelle mani del suo vice. Certo, dire come fanno i negazionisti che Hitler non ne sapesse niente è un po' forte come affermazione e andrebbe provata. In realtà Himmler gli garantiva i rifornimenti di armi e di materiali dei campi di lavoro, e ad Hitler andava bene così.
Il terzo argomento a dimostrazione della sua pazzia è il suo comportamento sia durante i comizi che negli ultimi mesi di vita. Ma c'è da tenere conto che durante i comizi il suo era un atteggiamento studiato, che prendeva ed affascinava chi lo ascoltava. Piaccia o no, Hitler era un uomo dal fortissimo carisma, che si manifestava anche così. Invece verso la fine della sua vita ebbe seri problemi. Ma qui le cause sono farmacologiche. Infatti, il Fuhrer faceva una vita infernale. Assommava su di sè le cariche di capo dello Stato, capo del partito nazionalsocialista, capo dell'esercito e in più era a capo di una parte delle forze che invadevano la Russia; più altre cariche di minore importanza. Questo lo costringeva a poche ore di sonno a notte, che in breve lo spossarono. Così si rivolse al dottor Morrel, che gli prescriveva sonniferi per dormire e stimolanti durante la giornata, tra cui stricnina in moderate dosi. Alla lunga questo trattamento farmacologico, insieme al crollo nervoso man mano provocato dalle continue sconitte dopo il 1943, gli fecero saltare il sistema nervoso. E la situazione non migliorò certamente dopo il luglio 1944, quando un gruppo di ufficiali dell'esercito tentò di ucciderlo con una bomba nel suo bunker. E' chiaro che a quel punto la sfiducia nell'esercito e la paranoia verso tutti gli altri raggiunsero l'apice e il ragazzo introverso divenne una persona piena di odio contro tutti. C'è un film "Gli ultimi giorni di Hitler", dove si vede un esempio di cosa era diventato. Ma lì siamo all'aprile del 1945, quando ancora credeva di poter radere al suolo Washington con i missili intercontinentali progettati dai suoi scienziati e che non furono mai realizzati.
Perchè ho raccontato questi episodi? Semplicemente per dimostrare che significa usare la propaganda. Hitler, per motivi di propaganda deve essere solo un pazzo che ha scatenato la guerra, non semplicemente il frutto di una serie di episodi e di situazioni; non quello che ha preso una nazione in ginocchio nel 1931 e l'ha portata a conquistare l'intera Europa; non quello che ha creato il miglior sistema di autostrade dell'Europa dell'epoca; non quello che ha dato un forte impulso allo sviluppo scientifico (tutto quello che è uscito dopo la Seconda Guerra Mondiale, se si esclude il laser e l'energia atomica, è frutto di invenzioni o idee nate sotto il nazismo); non un grande leader carismatico. Solo un pazzo. Ma è chiaro che come spauracchio è troppo vecchio; e la propaganda a lungo termine diventa stantia e poco significativa. In queste condizioni, perchè stupirsi se i giovani tedeschi non sanno chi sia Adolf Hitler?

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di Antonio Rispoli
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