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Polemiche in vista delle elezioni legislative di settembre

L'imam di Kabul: "Votare per una donna è peccato"


L'imam di Kabul: 'Votare per una donna è peccato'
05/08/2010, 17:08

KABUL - Votare per una donna? “È peccato”. Chi lo farà, alle prossime elezioni legislative del 18 settembre, in Afghanistan, secondo l'imam della moschea Tangi di Kabul, Maulvi Abdul Manan, violerà la legge islamica. L’ipotesi, quella di dare la propria preferenza ad una donna, sarebbe esclusa dalle scritture e non prevista quindi dalla Sharia. Secondo la legge elettorale afghana, però, dei 249 seggi di cui è composta la Wolesi Jorga (Camera bassa), 68 dovranno essere occupati da donne. “I testi che si trovano nella settima edizione dell'Al-Fiqh Al-Islami-wa-Adillatuh (La giurisprudenza islamica e le sue prove) - ha spiegato Manan - suggeriscono chiaramente che dare un voto alle donne è chiaramente contrario agli insegnamenti islamici”. Da parte sua, senza entrare nel merito della discussione teologica, il Maulvi (maestro) Abdul Aziz Khairkhwa, membro del consiglio degli ulema di Nangarhar e candidato alle elezioni nella provincia orientale, ha detto che le donne possono partecipare alle elezioni e svolgere un attivo ruolo in politica, ovviamente nell'ambito degli insegnamenti islamicì .“L'Afghanistan è giunto ad un punto molto delicato - ha sostenuto - e c'è bisogno di una rappresentanza politica femminile”. Comunque ha suggerito che le donne vestano il burqa e rispettino le regole islamiche quando si presentano alle elezioni. Anche un altro religioso ed ex funzionario di governo durante il regime dei talebani (1996-2001), Muhammad Hassan Haqqyar, ha incoraggiato l'impegno politico delle donne. “La madre dei musulmani Hazrat Aisha Sadiqa (che fu sposata a Maometto quando aveva sette anni) - ha ricordato - ha guidato un esercito di 3.000 uomini, e questo dimostra che le donne possono avere anche un ruolo attivo in politica”. Nella discussione è intervenuto anche il capo della Commissione elettorale indipendente (Iec) afghana, Fazel Ahmad Manawi, secondo cui “le donne che possono sostenere le pesanti responsabilità che comporta la leadership, si dimostrano anche migliori degli uomini”.

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di Davide Gambardella
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