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Raggiunto un accordo sul fisco e sul fondo salva Stati

L'Inghilterra blocca gli accordi, l'Ue va avanti con 23 Paesi


L'Inghilterra blocca gli accordi, l'Ue va avanti con 23 Paesi
09/12/2011, 09:12

BRUXELLES (BELGIO) - Nottata di lavoro intensa tra i capi di governo dei 27 Paesi della Ue, che è terminata alle 4 della mattina. Alla fine si è ricorsi alla "linea Sarkozy": niente accordo a 27, ma un accordo solo dei Paesi che usano l'euro, a cui sono invitati gli altri. E il responsabile di questa scelta viene indicato chiaramente dal Pridente francese Nicholas Sarkozy, che in conferenza stampa addebita le responsabilità alla Gran Bretagna. Una versione confermata nei fatti dallo stesso Primo Ministro inglese David Cameron: "Noi non vogliamo aderire all'euro, siamo contenti di esserne fuori, come lo siamo di non fare parte della zona Schengen. Noi non vogliamo rinunciare alla nostra sovranità come stanno facendo questi Paesi. Noi vogliamo i nostri tassi di interesse, la nostra politica monetaria: quello che ci veniva offerto non era buono per la Gran Bretagna, quindi meglio che si facciano un trattato tra di loro". La discussione si è bloccata per ore su questo fatto, dato che gli inglesi volevano un protocollo che eliminasse tutti i doveri che li riguardano.
Per questo la discussione poi è proseguita su una diversa base: i 17 Paesi dell'euro creeranno una unione fiscale per stabilizzare la moneta, con margini di sforamento dei paramenti di bilancio molto stretti (sarà ammesso uno sforamento massimo dello 0,5% nei conti pubblici). Chi vorrà parteciparvi, è il benvenuto. E in questo senso hanno già dato il loro assenso Bulgaria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Danimarca. Svezia e Danimarca hanno chiesto tempo per poter ottenere il mandato parlmentare per poter aderire. Gli unici no restano quelli dell'Inghilterra e dell'Ungheria, a causa del suo nuovo governo nettamente contrario all'Europa.
Verrà anche modificato il fondo salva Stati, che avrà un nuovo meccanismo  a partire dal primo luglio 2012. Il meccanismo sarà permanente (quello del fondo salva Stati attuale è rpovvisorio) ma non agirà come una banca. Rinviata a giugno la discussione sugli eurobond.
Resta un problema di forma: queste modifiche devono essere fatte con una modifica dei trattati oppure con accordi intergovernativi? Il primo sistema renderebbe il sistema più saldo, ma è di difficile realizzazione perchè serve l'unanimità. Il secondo sistema, d'altra parte permetterebbe ai Paesi euroscettici di non legarsi in maniera troppo definitiva ad una situazione tollerata ma che non piace fino in fondo.

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di Antonio Rispoli
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