Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

E' stato chiesto il rilascio degli iraniani arrestati

L'Iran convoca l'ambasciatore italiano per il traffico d'armi


L'Iran convoca l'ambasciatore italiano per il traffico d'armi
05/03/2010, 10:03

TEHERAN (IRAN) - Il governo iraniano ha convocato l'ambasciatore italiano a Teheran per chiarimenti, in merito all'arresto di due cittadini iraniani. Si tratta di un giornalista e di un imprenditore, accusati di traffico d'armi verso l'Iran ed arrestati ieri per questo. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Ramin Mehmanparast, parlando con la stampa, ha dichiarato: "Le notizie pubblicate sugli arresti rivelano un nuovo gioco che mira a creare confusione e ambiguità". La televisione Irib, per cui lavora il giornalista arrestato ha ricordato che Berlusconi, durante la visita in Israele, "aveva promesso alle autorità del regime sionista di intraprendere azioni dure contro l'Iran. Il caso Masoumi Nejad (il corrispondente di Irib, ndr) appare come un atto della nuova politica italiana nei confronti dell'Iran, voluta e ordinata da Israele".
E in effetti, le immagini viste in TV sono sembrate strane. Qui parliamo di "traffico di armi", ma le armi sequestrate pare che siano solo un po' di coltelli di tipo militare e due pistole Beretta, una delle quali col silenziatore. Un po' poco per definirlo pericoloso. E senz'altro non ci si mette a fare triangolazioni internazionali, come descritto in conferenza stampa dal Procuratore Aggiunto di Milano Armando Spataro, che si è occupato dell'indagine, per trasferire due pistole e qualche coltello ad un Paese che ha un Pil che è la metà del nostro e che è un produttore di petrolio.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©