Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

Frattini:"Si risponda con un dialogo e non con i missili"

L'Iran lancia i missili a lunga gittata


L'Iran lancia i missili a lunga gittata
28/09/2009, 10:09

I Pasdaran iraniani hanno lanciato questa mattina un missile a lungo raggio Shahab-3 nell'ambito di manovre in corso da ieri. Lo Shahab-3, con una gittata di 2.000 chilometri, è potenzialmente in grado di raggiungere Israele. Lanciato con successo anche un missile a due stadi Sejil, che ha una portata di 2.000 chilometri. Lanciati oggi anche due missili a media portata.

Fonti dei Guardiani della rivoluzione citate dalla televisione iraniana hanno detto che il raggio d'azione dello Shahab-3 è compreso tra i 1.300 e i 2.000 chilometri. La televisione ha mostrato le immagini del lancio, da un luogo imprecisato nel deserto. Quando il missile si è alzato nel cielo, lasciando dietro di sé una lunga scia di fumo bianco, grida di 'Allah Akbar' (Dio è grande) si sono alzate dai militari presenti. Ieri, nell'ambito delle stesse manovre, erano stati testati missili a corto e a medio raggio. Lo scorso maggio l'Iran aveva detto di avere sperimentato con successo un altro vettore con una gittata di 2.000 chilometri, il Sejil-2. Il portavoce del ministero degli Esteri, Hassan Qashqavi, ha detto che le manovre in corso "sono di routine e non hanno nulla a che vedere" con le tensioni sul programma nucleare della Repubblica islamica. Il potenziale militare testato nell'esercitazione, ha aggiunto il portavoce, ha solo un fine "deterrente".

FRATTINI: IRAN RISPONDA CON DIALOGO NON CON MISSILI - "L'Iran deve fermare i test missilistici e dimostrare in questo modo alla comunità internazionale, alla vigilia del negoziato di Ginevra, la propria buona fede e la propria volontà di dialogo e collaborazione"; lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini. "Non è attraverso la minaccia missilistica o nucleare che Teheran vedrà riconosciuto il suo ruolo nella regione e nella comunità internazionale e potrà garantire la prosperità della sua popolazione", ha aggiunto. "Alla mano tesa della comunità internazionale l'Iran deve ora rispondere con la mano tesa del dialogo, non con la minaccia dei missili", ha concluso il titolare della Farnesina.

TEHERAN: 'BACCANO' DEGLI USA PENALIZZERA' NEGOZIATI - Il "baccano" fatto dagli Usa e altri Paesi occidentali sul nuovo impianto iraniano per l'arricchimento dell'uranio "avrà un effetto negativo" sui colloqui fra Teheran e il gruppo dei 5+1, la cui ripresa è in programma il 1/o ottobre a Ginevra. Lo ha detto oggi Ali Asghar Soltanieh, l'ambasciatore iraniano presso l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea). Secondo Soltanieh, citato dall'agenzia Isna, l'Iran ha comunicato all'Aiea "volontariamente e prima del limite di tempo prevsito" dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) l'esistenza del nuovo sito nel quale, ha sottolineato, "non c'é ancora materiale nucleare". Per questo motivo, ha aggiunto, la denuncia fatta nel vertice del G20 a Pittsburgh dal presidente Barack Obama e da altri leader occidentali è stata "una ridicola sceneggiata politica".
L'Iran ha comunicato la costruzione del nuovo impianto all'Aiea il 20 settembre, ma la notizia è diventata di pubblico dominio il 25, quando gli Stati Uniti e diversi Paesi europei hanno condannato la nuova iniziativa di Teheran. Secondo Washington, i servizi di Intelligence occidentali erano da tempo a conoscenza del nuovo sito e l'Iran ne ha dato comunicazione all'Aiea solo quando ha capito di essere stato scoperto. Soltanieh ha sottolineato che, in base al Tnp (Trattato di non proliferazione nucleare), di cui è membro, l'Iran era tenuto a dare notizia del nuovo sito "180 giorni prima" che l'uranio cominciasse ad essere iniettato nelle centrifughe per l'arricchimento. "Noi - ha aggiunto - lo abbiamo fatto anche prima di questo limite di tempo stabilito".

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©